“L’Inps non deve diventare virtuale”


© Telereggio22 OTT. 2012 – Computer e luci spente per 30 minuti, dalle 8.30 alle 9.00, e un presidio all’esterno della sede, in via della Previdenza Sociale. Per spiegare ai cittadini perchè sono arrivati a questo. I dipendenti dell’Inps di Reggio protestano contro i tagli annunciati a livello nazionale e inseriti nel Disegno di Legge sulla Stabilità del Governo Monti. Lo faranno per tutta la settimana. 3.200 gli esuberi previsti. L’Inps nel prossimo triennio inoltre taglierà i suoi costi di gestione per oltre 300 milioni per effetto delle normative già vigenti, comprese quelle previste nel processo di ‘fusione’ di Inpdap ed Enpals in Inps iniziato lo scorso anno.In provincia di Reggio Emilia sono 161 i dipendenti che lavorano nella sede cittadina, 12 in ognuna della due distaccate di Guastalla e Castelnovo Monti. "Negli ultimi tempi – dicono – con la crisi e anche con il terremoto il lavoro è triplicato". Lo stesso Presidente dell’Istituto, Antonio Mastrapasqua, concorda con le ragioni della protesta e ha chiesto un incontro con il Governo. Secondo Cgil, Cisl, Uil e USb sono a rischio persino le prestazioni: dalle Pensioni, alla Cassa Integrazione, passando per le maternità e le disoccupazioni.Per ridurre le spese la direzione ha puntato anche sulla ‘telematizzazione’. "Di per sè non è negativa – spiegano i sindacati – ma in questo caso è spinta all’estremo, senza gradualità". “Vogliono o privatizzare o farci diventare un organismo virtuale – spiega Andrea Salsi, della Rsu dell’Inps – si potranno inoltrare domande solo attraverso sistemi telematici, con i tagli precedenti abbiamo già parecchi problemi”.

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