L’inflazione sale, i prezzi alimentari anche. Coop e consumatori sulla stessa barca


       REGGIO EMILIA, 31 GEN. 2008 – La stretta dell’inflazione non molla e sull’onda lunga della crisi americana si preannuncia una nuova stagione di recessione. Non aiuta certo, in questo panorama, la crisi profonda in cui versa la politica italiana.A fare i conti con questa situazione sono i consumatori (le famiglie in primo luogo) e in seconda battuta i commercianti, soprattutto le grandi catene di distribuzione. Così due tra le maggiori cooperative di consumo della nostra Regione, Coop Nordest e Coop Estense stanno cercando di contenere i danni, limitando in questo modo anche quelli dei consumatori.A partire da lunedì 4 febbraio Coop Estense abbasserà il prezzo di 4000 prodotti di grande consumo, mentre Coop Nordest già dal 7 gennaio e fino a tutto aprile adotterà un sistema di sconti sui prodotti di largo consumo che arriva fino al 20%.Tutto parte dalle previsioni (certificate anche da Prometeia) di un aumento dell’inflazione del 4%, a cui va aggiunto il dato di un aumento del 7% circa attuato da una serie di fornitori di merci di prima necessità (cereali e latte soprattutto, anche come riflesso delle maggiori richieste da parte della Cina sul mercato mondiale e poi anche di prodotti come uva e vino, con tutti i relativi derivati). Dal punto di vista della grande distribuzione pesa anche l’aumento del prezzo della benzina, un altro fattore che i consumatori sono costretti a tenere in conto se decidono di rifornirsi presso centri commerciali lontani dalla propria abitazione.Coop Italia ha deciso di farsi carico del 3% degli aumenti sulle materie prime alimentari. Coop Estense da parte sua aggiungerà un ulteriore 4% a copertura dell’intero aumento. Il dato si riferisce a 28 categorie merceologiche tra quelle giudicate fondamentali nei consumi familiari quotidiani. Insomma prodotti come latte, acqua, carne, olio d’oliva, caffè, prodotti per l’igiene personale e della casa. In questo modo, ha spiegato nei giorni scorsi il presidente di Coop Estense, Mario Zucchelli, si cerca di raggiungere un aumento complessivo del prezzo della spesa inferiore al 4%, cioè inferiore al tasso inflattivo. Coop Estense ha ben presente anche il pericolo, in momenti economicamente così difficili, del calo della qualità dei consumi (per star dentro allo stipendio insomma si mangia male, si usano prodotti più a buon mercato e quindi di qualità spesso scadente).Per quanto riguarda Coop Consumatori Nordest, sono stati i vertici reggiani a presentare il loro piano alla stampa: Marco Pedroni (presidente), Gian Maria Menabò (direttore commerciale) affiancati dal nuovo direttore del Centro commerciale L’Ariosto, Giulio Rebucci. Il punto di partenza è sempre lo stesso: il 74% delle famiglie teme di non avere risorse per una “vita dignitosa” e molte già non arrivano con lo stipendio all’ultima settimana del mese. Anche in questo caso, di fronte all’aumento medio del 7% da parte dei fornitori, Coop Italia e Centrale Adriatica si sono fatte carico di parte dei rincari e i consumatori hanno visto al dettaglio un aumento limitato al 2% sui prezzi dei beni di prima necessità.Nel 2007 Coop Nordest ha praticato cinque campagne di sconti al 10% per un valore complessivo di circa cinque milioni di euro; da settembre, con la campagna sui prezzi bloccati, in quattro mesi il valore ha raggiunto il milione di euro. Secondo la dirigenza cooperativa, dalle iniziative sono stati ricavati complessivamente 14 milioni di euro già reinvestiti nella provincia di Reggio Emilia. Novità anche sul fronte dei farmaci e della telefonia (le due nuove linee di prodotti commercializzati dalla Coop); in particolare Coop Voce ha attivato 150mila linee di telefonia.

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