L’industria cosmetica cresce e va in fiera


BOLOGNA, 2 MAR. 2012 – Sull’onda di 9,6 miliardi di fatturato e di un +1% registrato nel 2011 nonostante la crisi, si apre il 9 marzo la quarantacinquesima edizione di Cosmoprof WorldWide Bologna, fiera leader mondiale per il comparto cosmesi e bellezza. Fino al 12 marzo sono attese le novità dei 2.320 espositori nazionali e internazionali (+5% gli stranieri) annunciati a Bologna, presenti quest’anno anche in cinque nuovi Country Pavillions (Brasile, California, Messico, Olanda e Romania), che portano a venti il numero delle esposizioni collettive allestite per Paesi produttori. A presentare i dati, oggi a Milano, c’erano il presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli, neo presidente anche della società organizzatrice Sogecos, e il presidente di Unipro (Confindustria), Fabio Rossello, che hanno confermato il profilo di Cosmoprof anche all’estero: il Made in Italy dell’esposizione cosmetica sui mercati internazionali di Hong Kong e Las Vegas, tra gli altri. Difficile dar torto a Rossello ("il cosmetico è sempre più un consumo irrinunciabile"), se anche nel 2011 il mercato, a 9.624 milioni di euro (+1%) segna una lieve crescita nonostante le forti tensioni nei consumi di ampie fasce di utenti. "Segnali confortanti – spiega – arrivano dai canali farmacia (+1,8%, 1.800 milioni) ed erboristeria (+3,9%, 380 milioni), in ripresa la profumeria (+0,7%, 2.280 milioni); la grande distribuzione tiene (+0,7%, 4.110 milioni) grazie alle grandi superfici specializzate. In difficoltà i canali professionali, soprattutto l’acconciatura (-1,5%, 690 milioni). I contributi più significativi alla crescita dell’industria cosmetica, che tocca i 9.000 milioni di fatturato (+4,6%), vengono comunque dalle esportazioni (+14%, 2.740 milioni), in forte ripresa grazie alla competitività dell’offerta italiana".

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