L’inadeguatezza del Bologna calcio


BOLOGNA, 2 MAR. 2008 – Mettiamo il caso che una famiglia bolognese affermata nella produzione di mobili di alta gamma decida, estate 2008, di acquistare il Bologna calcio di cui Alfredo Cazzola vuole “disfarsi” in fretta. Vengono sottoscritti i contratti, si plaude alla cosiddetta bolognesità dell’operazione e via al campionato. Per il ruolo delicato e cruciale di direttore generale di una società calcistica di serie A, una selezionatissima compagnia di navigati specialisti, i neo proprietari nominano il direttore generale della casa madre, l’industria dei mobili di alta gamma. Questo scolastico esempio, terra terra, per dire che il giorno dopo la brutta sconfitta contro la Lazio, si sente la necessità di un intervento deciso ed incisivo della dirigenza, ma non esistono l’esperienza e lo spessore adeguato, calcisticamente parlando, per andare in questa direzione. Il Bologna, non da oggi in verità, appare sguarnito dal punto di vista societario e non si capisce finora se ci si renda conto della grave sventura che sarebbe una retrocessione nell’anno del centenario, sotto il profilo economico per i “mobilieri” come anche sotto quello di immagine e prettamente sportivo. In realtà non si è mai capito bene perché il trapasso dei poteri, la scorsa estate, sia avvenuto a mezzadria con Cazzola, né perché il tecnico Arrigoni abbia avuto tanto spazio nella campagna acquisti. Tantomeno perché sia mancato un reale sforzo di migliorare il Bologna nel mercato di riparazione, come si era dimostrato necessario sin dalle prime partite. E siamo all’oggi, con una classifica fortemente deficitaria – terzultimi a pari punti col Chievo e superati dal Torino – con la stampa che finalmente, anche se tardi e con timidezza secondo me, mette in luce le troppe carenze della società e della squadra. Tutto il tema della campagna di riparazione andrebbe analizzato con la lente di ingrandimento, per i tempi di svolgimento e le spiegazioni (?) sentite a suo tempo. Per quanto mi riguarda debbo scartare le ragioni economiche perché si fa parte della selezionatissima compagnia di cui sopra e si sa dall’inizio che la cosa costa. E quanto costa! Insomma, se vado a pranzo al Pescatore dei Santini so bene che non mi bastano gli euro per sfamarmi in un fastfood! Il blocco dei cosiddetti rinforzi formato da Cesar, Belleri e Mutarelli come nasce? Finora non hanno dato nulla .L’unica forte attenuante in questa direzione consiste nell’infortunio che ha colpito Osvaldo, fermo per 50 giorni circa. Verrebbe da dire che la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. Comunque, per me, è stata una campagna di rafforzamento debole ed inadeguata, senza sfoltire nemmeno un po’ la rosa dei giocatori da pagare che non sono di minimo aiuto in campo. Certo, per quanto concerne la partita di Roma persa 2-0, anche il tecnico non ha per nulla convinto, né circa la formazione iniziale, né circa i cambi. Ma mettiamo pure che abbia visto giusto, nonostante in molti la pensino al contrario. Se così fosse le cose starebbero ancora peggio, perché lungo tutti i 90’ si è visto chiaramente come il Bologna fosse largamente inferiore, fisicamente e tatticamente. Non parliamo poi sul piano tecnico. Insomma, tra gli infiniti duelli persi, i palloni regalati o sprecati e la continua ansia di essere facilmente superato, si è avuta la conferma che, purtroppo, la squadra merita il posto che occupa in classifica. In diversi sostengono che non tutto è perduto. Che abbiano ragione? La strada comunque è durissima .

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