L’impresa del Sant’Anna: un volto ricostruito in 18 ore


FERRARA, 22 APR. 2010 – Il 24 marzo all’Ospedale Sant’Anna di Ferrara è stato eseguito un eccezionale intervento chirurgico, perfettamente riuscito, su di un paziente del Marocco, giunto in Emilia per le ormai note eccellenze delle discipline coinvolte nell’operazione, tramite la Croce Rossa Internazionale e grazie all’interessamento della Regione Emilia-Romagna, che si è fatta carico di gran parte dei costi dell’intervento, e della Direzione Generale e Sanitaria dell’Ospedale. “Si è trattato – ha spiegato il direttore della chirurgia maxillo facciale del S.Anna Luigi Clauser, che ha guidato l’equipe che ha eseguito l’intervento – di una forma di adenoma gigante dell’ipofisi, già operato più volte in varie città in Marocco e altrove, che aveva invaso la parte profonda della faccia e gran parte del cervello, a stretto contatto con i nervi ottici, vene, arterie e strutture profonde e vitali del cervello”.Il ricovero e l’intervento hanno richiesto una organizzazione complessa, che si è potuta avere solo grazie all’efficienza e alla coordinazione del Sant’Anna: le specialità coinvolte, i supporti della Direzione generale, medica e anche l’intervento della mediazione culturale, per assicurare al paziente la presenza di un’interprete durante tutta la degenza. Quest’ultimo, in particolare, è un punto di forza in essere da tempo nell’Ospedale e consiste nell’assicurare la traduzione in molte lingue, in base alla provenienza e alle necessità del paziente e dei suoi famigliari.Molteplici le specialità coinvolte nella programmazione ed esecuzione nell’intervento: chirurgia maxillo facciale, neurochirurgia, anestesia e rianimazione ospedaliera, neuroradiologia, direzione infermieristica, strumentistica. neurofisiologia ed  endocrinologia. Il ricovero del paziente è avvenuto una settimana prima dell’intervento e il tutto è culminato con due briefing informativi e preparatori prima dell’operazione. Durante questi incontri, alla presenza di circa 15 medici e 5 infermieri, sono stati messi a punto tutti i passi chirurgici della complessa operazione, sono stati studiati tutti gli esami effettuati ed è stata simulata l’operazione con l’aiuto del computer. E finalmente, il 24 marzo, l’intervento. Iniziato alle 8.00 del mattino, è terminato alle 2 del mattino seguente, per una durata totale di circa 18 ore ed è stato condotto da 12 medici e 4 strumentiste, oltre al personale infermieristico della sala operatoria. "Nel primo tempo – prosegue il professor Clauser – abbiamo proprio smontato il volto e lo abbiamo aperto come un libro, con la possibilità di arrivare alle parti profonde del volto lasciando cicatrici appena visibili. Per molte ore le parti del viso sono rimaste aperte e  attaccate solo ai muscoli e alla pelle”. I neurochirurghi con questa apertura hanno potuto rimuovere la malattia nel modo più radicale possibile con l’aiuto di una tecnica estremamente sofisticata chiamata neuronavigazione. La metodica è una eccellenza che permette l’asportazione in modo preciso della malattia che era attaccata a formazioni vitali quali nervi, vene, arterie, tronco encefalico. Quindi, al termine dell’operazione, i chirurghi maxillo facciali hanno ricomposto la faccia senza lasciare segni visibili del complesso intervento. Il paziente è stato quindi trasferito in rianimazione dove è rimasto per 7 giorni, durante i quali i medici l’hanno mantenuto addormentato, assicurando i parametri vitali, i controlli radiologici, le consulenze. Dopo questo periodo è rientrato in reparto, in camera sterile. Si è trattato di un intervento eccezionale per la complessità che comportava, eseguito in pochi centri al mondo; una operazione ad altissima specializzazione che porta ancora una volta il Sant’Anna e le sue particolari specialità, superspecialità e competenze, ad essere un riferimento internazionale per patologie come questa.Il paziente è stato dimesso in ottime condizioni generali e già con un miglioramento della vista. Ha fatto i controlli ambulatoriali e neuroradiologici e sottoposto al necessario trattamento radiante. Molto presto rientrerà in Marocco. Per quanto riguarda la chirurgia del volto, è di questi giorni la notizia che il Centro di Chirurgia Maxillo Facciale di Ferrara coordinato dal professor Clauser, è rientrato tra i centri di eccellenza in un nuovo progetto Europeo chiamato “Facing Faces Institute (Istituto per la ricostruzione dei volti)”. Il progetto è stato fondato dal professor Bernard Devauchelle, chirurgo che ha eseguito il primo trapianto di faccia al mondo, e che ha chiesto proprio al team maxillo facciale di Ferrara di partecipare al prestigioso progetto delle ricostruzioni facciali complesse. Inoltre sempre alla maxillo del Sant’Anna da alcuni anni sono in corso ricerche sulle cellule staminali contenute nel tessuto grassoso, già da anni utilizzate dal professor Clauser per ricostruire parti mancanti.

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