“L’evasione di Ofori non ci riporti indietro”


BOLOGNA, 21 AGO 2009 – "Quello che è successo e fisiologico e può capitare, invece è inaccettabile che fossero in servizio solo quattro agenti penitenziari". E’ la posizione di Desi Bruno, garante delle persone private della libertà di Bologna, dopo la doppia evasione dal carcere minorile del ‘Pratello’ dei giorni scorsi. La Bruno ha auspicato che "nonostante quanto accaduto, si vada avanti: l’evasione non deve costituire uno strumento di arretramento". Anzi, ha proseguito, durante la conferenza stampa di presentazione alcuni appuntamenti teatrali al ‘Pratello’ a cui parteciperanno anche otto ragazzi dell’area esterna del carcere, "non solo bisogna andare avanti e non scandalizzarsi, ma chiedersi perché e indignarsi di quei soli quattro agenti".A Ferragosto, ha ricordato la Bruno, un senatore radicale ha chiesto di visitare la struttura del Pratello, ma la direttrice si è trovata in imbarazzo per l’esiguo numero di agenti in servizio. Un problema che va a aggiungersi al fatto che "da ottobre non avremo più psicologi e che ora non abbiamo mediatori culturali nonostante la presenza di oltre il 50% di stranieri". La garante, infine, ha risposto a chi aveva criticato la ristrutturazione del ‘Pratello’, le cui impalcature sono state l’ideale via di fuga per gli evasi: "L’Usl diceva che era pericolante e pericolosa per chi ci lavorava, il passaggio al nuovo edificio era una fatto dovuto", ha ricordato la Bruno.L’ultima stoccata, invece, l’ha riservata al Ministero della giustizia: "Abbiamo chiesto che un progetto voluto da noi e dagli enti locali per seguire gli aspetti educativi, riabilitativi e formativi dei ragazzi possa avere un po’ di risorse dalla Banca Ammende: da due anni, però, non abbiamo risposte, questo non è dignitoso", ha concluso.

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