L’eutanasia dello Stato


Il mondo laico, civile, razionale dovrebbe in queste ore compiere uno sforzo (appunto di laicità, civiltà e razionalità) ed evitare di farsi trascinare nel fondo di follia istituzional-culturale che il centrodestra e il Vaticano stanno toccando. Claudio Magris, Dacia Maraini e il cronista Marco Imarisio sul Corriere della sera, il giorno dopo la morte di Eluana Englaro ci aiutano a mantenere un po’ la rotta.La cronaca innanzitutto. Imarisio sul Corriere racconta quali erano le vere condizioni fisiche della giovane donna: “le pupille vuote, il naso che sembrava sproporzionato su una faccia che si era rinsecchita come il resto del corpo. Pesava meno di 40 chili… le braccia e le gambe erano rattrappite, poteva giacere solo di lato perché a pancia in su rischiava di soffocare per i liquidi che salivano da uno stomaco atrofizzato e incapace di trattenerli. Era appoggiata sul lato destro del corpo e questo le causava spesso piaghe da decubito sulla guancia… gli ispettori del ministro Sacconi… prima di tornare a Roma, non riuscivano a togliersi dalla testa l’immagine del corpo di Eluana”.Sarebbe bastata una fotografia e avrebbe cancellato d’un colpo tutta la retorica sulla presunta uccisione di una sorta di “bella addormentata”. Tutto per colpa della promessa fatta dal papà di Eluana alla figlia (al ritorno dal capezzale di un coetaneo in coma dopo un incidente) di non mettere mai in mostra, se fosse stata lei in quelle condizioni, il suo disfacimento fisico.“Gli avvoltoi, che di solito si gettano sui morti – scrive sempre sul Corriere lo scrittore triestino Claudio Magris – si sono accaniti su una persona viva ancorché morente; il tragico, irresolubile problema di quando smettere di difendere la vita di un individuo è stato empiamente usato per un disegno di sovversione politica, inteso a colpire… le regole dello Stato di diritto, doverosamente difese dal presidente della Repubblica”.C’è un altro richiamo al mondo laico nelle parole di Magris: “… la qualità della vita… può essere valutata solo dall’interessato, l’unico autorizzato a decidere sulla propria vita e sulla propria morte e ad uscire di scena quando crede, come facevano con serenità gli antichi, condizionato solo dalla sua eventuale responsabilità verso altre persone”.Il mondo laico dovrebbe interrogarsi sul fatto che Beppino Englaro è tornato a vedere la sua Eluana scortato dalla polizia per evitare di essere aggredito fisicamente da qualche squilibrato armato dall’integralismo cattolico. O sul fatto che le uniche interviste da lui rilasciate in questi giorni sono state ai quotidiani spagnoli, che hanno avuto buon gioco a dire: vedete in che incubo saremmo finiti noi se avessimo ceduto alle pressioni del Vaticano? capite in che barbarie saremmo precipitati anziché essere il paese libero e avanzato che siamo, con le nostre regole a difesa dei deboli e degli emarginati?I teodem bolognesi dell’Officina delle idee parlano di silenzio assordante dei cattolici all’interno del Pd e di una sorta di “verità di partito” che nel Pd si sarebbe voluta imporre (in quel Pd che ha lasciato piena libertà di coscienza ai suoi eletti). Se queste assurdità sono il risultato del tentativo di unire laici e cattolici in un partito libero, allora il progetto del Pd è veramente fallito. Per chiudere sempre con la parole di Claudio Magris, oltre alle ferite che la morte di Eluana ha inferto a chi l’amava restano “quelle che l’attacco, in suo nome, ai principi elementari dello Stato, ha inferto al Paese, alla qualità della vita di tutti. Anche un Paese può essere costretto a fare testamento”.

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