L’Europa già vota. Berlusconi dilaga in tv


4 GIU. 2009 – L’Europa ha iniziato a votare per il rinnovo del suo Parlamento. Dalle 7.30 di giovedì mattina (i primi sono stati gli olandesi) le operazioni di voto si svolgeranno nei paesi membri fino alle 22 di domenica, quando inizieranno, anche in Italia, gli scrutini. Ci saranno sicuramente grandi spostamenti elettorali in paesi importanti come la Gran Bretagna, dove i laburisti stanno rischiando seriamente la scomparsa dopo il naufragio di Tony Blair.Ciò che ha tenuto banco un po’ ovunque in queste elezioni è la crisi finanziaria (e poi economica) la cui onda si è da tempo allargata dagli Stati uniti all’Europa e al resto del mondo. Ma l’altro "leit motiv" dominante nei paesi della vecchia europa è sicuramente la questione immigrazione, o meglio l’emergenza razzismo che colpisce un po’ tutti, ma ha come punto focale sicuramente l’Italia e il suo governo a impronta leghista.Nel comizione di Porta a Porta il premier italiano ha detto di non essere preoccupato della eventuale vittoria della Lega al nord. Ma in realtà ha abbondantemente messo le mani avanti, sia annunciando che non farà campagna elettorale sui referendum elettorali (che, al di là del merito, fanno comodo ai forzitaliani e sono parecchio scomodi per i leghisti) sia aprendo alla possibilità di un candidato leghista alla guida della regione Veneto.Commenta giustamente Dario Franceschini oggi: "Berlusconi dice le stesse cose da 15 anni. Potrebbe mandare una cassetta perchè è dal 1994 che dice le stesse cose, che le spara grosse in campagna elettorale e poi le copre facendo scendere una cappa di silenzio".Quello di Berlusconi è stato un lungo monologo senza interruzione. Un teatrino a cui purtroppo siamo abituati, ma al quale non dovremmo in realtà abituarci. Paolo Gentiloni, responsabile comunicazione del Partito Democratico, critica così il "one man show" berlusconiano: "Il leader del Pdl ha di fatto occupato gli studi parlando ininterrottamente per 47 minuti, senza contraddittorio nè domande degne di questo nome".E oggi, dopo quello di Prodi, è arrivato l’appello di Walter Veltroni: "Non è solo il mondo a guardarci con preoccupazione e disagio. E’ la sensazione che vive ciascun italiano, chiunque ami davvero l’Italia. La destra sta edificando un paese violento – dice Veltroni – Non so quanto tempo ci vorrà, ogni giorno che passa così è un giorno perduto, ma il paese girerà pagina. E quando lo farà dovrà trovare il riformismo. Per questo il voto al Partito Democratico è essenziale. Nessuna demagogia porterà il paese fuori da questo tunnel. Solo il riformismo la salverà".Un Paese violento, razzista, profondamente ingiusto. E’ quello che anche noi cerchiamo di raccontare da mesi. Un Paese dove il magistrato veronese che indaga sui continui pestaggi da parte di gruppi di ragazzi di estrema destra (c’è scappato anche un morto) viene aggredito per aver svolto la sua azione giudiziaria, senza che la notizia abbia rilievo sui mezzi controllati da Berlusconi nelle sue varie funzioni di capo del governo e di imprenditore televisivo.Senza che ci siano reazioni di sdegno degne di rilievo.Da noi il razzismo e la violenza, figli di questo regime, sono già una realtà con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno. Se la malattia italiana si estenderà anche ad altri paesi lo vedremo già a partire da stasera. In Olanda (dove dalle 21 si aprono le urne per i conteggi elettorali) è dato in ascesa il partito xenofobo di Geert Wilders.LA "ROCCAFORTE" EMILIANO-ROMAGNOLALa destra spera di "sfondare" anche nelle regioni già "rosse" e ancora in mano al centrosinistra, magari con qualche "cavallo di Troia" come l’ex sindaco Antonella Spaggiari a Reggio Emilia. Mai come oggi leghisti e destri emiliano-romagnoli sognano una rivincita. Oltre a Reggio Emilia si guarda naturalmente a Bologna, dopo il naufragio del sindaco Cofferati. E, certo con una dimensione molto minore ma significativa, a Sassuolo, una delle cittadine più "colpite" dall’ondata migratoria e dove il sindaco Pd Graziano Pattuzzi si è talmente impegnato sul fronte sicurezza da tirarsi sul capo più di un fulmine da parte di sinistra e sindacati.Le certezze della destra sul successo elettorale dovranno fare i conti con la realtà degli scrutini di lunedì e lì si misurerà davvero quanto anche un’isola finora felice come l’Emilia-Romagna sarà in grado di reggere all’impatto.

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