L’ennesima tempesta bolognese


BOLOGNA, 30 AGO. 2010 – Chi pensava che i colpi bassi per gli sportivi che seguono il Bologna fossero terminati alla vigilia – a 24 ore dal via alle partite -, è stato clamorosamente smentito. Alle spalle un’estate con tanti fatti nuovi, con la proprietà che sbarca dalla Sardegna, con un mercato avviato a gonfie vele, perfino con una tournée agostana negli emirati del golfo, senza che il presidente proponga un nuovo stadio. Col colpo più grosso che arriva però il giorno prima di Bologna –Inter, una partita dai contorni dell’impossibilità. Ma il fatidico giorno prima Sergio Porcedda supera se stesso e comunica l’esonero dell’allenatore Franco Colomba. Un evento inaspettato nei tempi, ma non certo nella probabilità effettiva.Ci chiediamo, alla luce del Porcedda-verbo secondo il quale Colomba non ha mai sposato la svolta impressa alla società, una cosa molto semplice. Porcedda si accorge solo ora delle impressioni di Colomba? Sarebbe un indizio di scarsa penetrazione nel contesto Bologna calcio, un fatto negativo per il maggior azionista. Oppure se ne è accorto da tempo ma ha pensato di agire solo ora? Uguale, dall’esterno, il parere che se ne deve trarre. In ambedue i casi, incertezze del management e, purtroppo, danni di un certo livello per il complesso societario e tecnico dai colori rossoblu. E ci fermiamo per ora senza valutare l’impatto di questo esonero sui tifosi che pure assai favorevolmente hanno seguito finora Porcedda ed i suoi. Come stanno allora realmente le cose? Si possono azzardare risposte, essendo chiaro che non si è a conoscenza comunque dei reali rapporti tra le parti,sempre peraltro restie ad essere trasparenti e dirette nella comunicazione.Versante Colomba: una latente insoddisfazione del tecnico per come di dipanava il mercato estivo è sempre apparsa evidente. Pare che non l’abbia mai esplicitata per filo e per segno. Ma è indubbio che non poteva essere contento di una rosa formatasi in 6-7 settimane, arrivando ad alcuni impegni preparatori imbottendo di primavera le formazioni sperimentali da mandare in campo. Né poteva essere soddisfatto di come sono svaniti gli arrivi dei giocatori più importanti, annunciati da mesi ma scomparsi dagli orizzonti del Bologna. E nemmeno gradisce, un allenatore, di vedersi giorno dopo giorno elementi nuovi da amalgamare nella rosa e nella formazione letteralmente senza conoscerli da alcun punto di vista.Versante Porcedda: non ha gradito affatto la freddezza di Colomba sui progetti (!?) della nuova proprietà. Una freddezza che c’è stata , sia sui tempi del mercato che sulla idea dei numerosi giovani da testare e mettere in squadra, come pure probabilmente su altri fronti inerenti le sfere di influenza interne alla società ed il ruolo di diversi collaboratori. Da qui, all’ultimo momento, la decisione drastica di tagliare, di cambiare. Decisione che può essere spiegata e capita ma che ci pare fuori tempo, assunta nel momento sbagliato. Soprattutto perché agli sportivi ed a tutti i supportes rossoblu ora Porcedda deve molto di più. Deve non solo il funzionamento e la resa della squadra ma anche la scelta di un nuovo allenatore dal profilo alto. Esiste, non esiste? Il nostro mestiere non è di scegliere i tecnici. Bravi, all’altezza e disponibili alla sfida crediamo se ne trovino.Certo che tra Colomba e Malesani o Beretta le differenze qualitative non si vedono. Quindi ora è qui questo è il salto da fare,non si scappa. Naturalmente con un enorme in bocca al lupo per Paolo Magnani,se sarà lui sulla panca bolognese nel breve interregno fino al prossimo mercoledì.

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