L’Emilia-Romagna per la mafia è un eldorado


BOLOGNA, 21 FEB. 2012 – La mafia in Emilia-Romagna c’è anche se non si vede, inutile girarci tanto attorno. E ogni giorno che passa i cittadini ne hanno sempre più una consapevolezza. Perché "Si sono accesi i riflettori e oggi si inizia a indagare e a capire". Parla così il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso a margine di un dibattito a Bologna. Nella sua agenda di oggi l’incontro in Procura con tutti i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, una nuova sezione, quella bolognese, che sarà operativa a giorni.La Dia sotto le due torri avrà un organico di dieci persone. A chi gli ha fatto notare che forse sono poche, Grasso ha risposto "la sezione opera in costante collegamento con la direzione centrale, e che quindi "quando ci sarà bisogno di ulteriori forze potranno essere prese da altre sezioni". E i rinforzi, probabilmente, verranno chiamati, visto che l’Emilia-Romagna è una terra sempre più infiltrata dalle mafie. "E’ una delle regioni predilette", specifica ai cronisti Grasso.Una terra in cui "la criminalità, soprattutto quella economica, è particolarmente diffusa, proprio perché qui meglio si dissimulano i capitali criminali e qui si può operare in maniera da non destare allarme". Il procuratore ha poi aggiunto che l’apertura di una sezione della Dia a Bologna, prevista nei prossimi mesi, "è un segno di grande attenzione per quella che è la realtà attuale dell’Emilia-Romagna" in quanto, ha ricordato, "oggi la Dia è specializzata soprattutto nella ricerca, nel sequestro, nella confisca dei patrimoni illeciti. E siccome noi abbiamo dato come priorità investigativa e strategica l’aggressione ai patrimoni illeciti, la Dia a Bologna non può che rafforzare sul territorio la politica giudiziaria contro la criminalità, soprattutto quella economica".

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