L’Emilia-Romagna nella morsa delle frodi creditizie


BOLOGNA, 26 NOV. 2012 – Nonostante la crisi economica e il conseguente calo del credito richiesto ed erogato alle famiglie italiane, dalle elaborazioni prodotte da CRIF nell’ambito della nuova edizione dell’Osservatorio sui furti di identità e le frodi creditizie, risulta che questo genere di crimini non accenna minimamente a diminuire e nel primo semestre 2012 sono stati intercettati oltre 9.000 casi. Un dato preoccupante, visto che nei primi 6 mesi dell’anno in corso il rapporto tra il numero di frodi creditizie e il numero di linee di credito erogate risulta cresciuto del +17,9% rispetto al primo semestre 2011. Pur senza destare un adeguato allarme sociale, il fenomeno, che si realizza mediante furto di identità ed il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene, in Italia si conferma dunque avere dimensioni di assoluto rilievo. Analizzando la ripartizione delle frodi per regione, l’Osservatorio CRIF mette in evidenza come nei primi 6 mesi dell’anno ben 575 casi siano stati registrati in Emilia Romagna. Entrando maggiormente nel dettaglio, alla provincia di Bologna spetta il primato regionale, con 105 casi, seguita a ruota da quelle di Reggio Emilia (con 102 casi) e di Modena (98 casi). È però la provincia di Reggio quella in cui si rileva il maggior incremento rispetto al corrispondente periodo 2011, con un eclatante +34%. Più staccate le province di Parma, Forlì-Cesena, Piacenza e Ravenna, tutte comunque con circa 50 casi a testa. Fanalino di coda, in questo caso però simbolo di maggior virtù, Ferrara, con 27 casi.Ma perché le frodi non sono in crisi? In realtà i motivi principali per cui si cade facilmente vittima di frode creditizia tramite furto d’identità sono molteplici: la facilità per i criminali ad accedere a informazioni personali e riservate altrui attraverso documenti cartacei o in formato digitale, la quasi certezza per i frodatori di non incorrere in rischi e/o sanzioni particolarmente severe, la difficoltà degli istituti di credito nel verificare la rispondenza dei dati e, soprattutto, la scarsa conoscenza del problema tra i cittadini con  la conseguente difficoltà di tutelarsii adottando comportamenti virtuosi o adeguati sistemi di protezione.“In Italia, le frodi creditizie si confermano essere in costante ed inesorabile crescita, ma purtroppo non aumenta  parallelamente la consapevolezza di questo fenomeno criminale tra i consumatori” – spiega Beatrice Rubini, Direttore Personal Solutions & Services di CRIF -.  Per altro, i dati dell’Osservatorio dimostrano che sono soprattutto gli under 30 ad essere maggiormente colpiti dal furto d’identità e dalle frodi creditizie. Eppure sono proprio i giovani che, almeno teoricamente, dovrebbero avere una maggiore sensibilità verso questa tipologia di crimine, in quanto particolarmente esposti alla circolazione di propri dati personali, in particolare sul web. Al contrario, molto spesso dimostrano di non conoscere nemmeno il significato di furto d’identità, o di sottostimare la frequenza con cui si verificano queste forme di frodi. Essere consapevoli dell’esposizione dei propri dati personali sul web, ad esempio, potrebbe rappresentare il primo passo  per evitare di scoprire troppo tardi di essere vittima di furto di identità, con i relativi danni che ciò può creare alla gestione delle proprie finanze e alla possibilità di accedere al credito”.Entrando nel dettaglio delle singole forme tecniche, su base nazionale i prestiti finalizzati continuano ad essere presi particolarmente di mira dai frodatori, con un’incidenza dell’82,4% sul totale dei casi (+5,4% rispetto al 2011). Si è invece registrata una significativa diminuzione dei casi registrati sulle carte di credito a saldo (-35% rispetto al 2011).Per quanto riguarda le fasce d’importo, rispetto al passato emerge una forte crescita delle frodi di importo inferiore ai 1.500 € (+45,4%). Questa tendenza, in linea con l’elevata incidenza sul totale dei prestiti finalizzati, si spiega con il fatto che i finanziamenti di piccolo importo, specie se erogati non allo sportello della banca o della società finanziaria ma direttamente presso gli esercizi commerciali, si caratterizzano per tempi di erogazione più rapidi e controlli meno sofisticati sull’identità del richiedente credito.  Relativamente alla distribuzione per genere, l’analisi di CRIF mette in luce come nei primi sei mesi del 2012 quasi i due terzi delle vittime siano state uomini (il 65,1% del totale), confermando nella sostanza la tendenza delle precedenti rilevazioni. Sotto il profilo  socio-demografico, invece, il maggior numero di vittime si concentra nella classe di età compresa tra 18 e 30 anni (con il 29,9% del totale), con un tasso di crescita decisamente elevato rispetto al corrispondente semestre 2011 (+36,2%).

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