L’Emilia-Romagna in cima alle classifiche degli infortuni sul lavoro


24 GIU. 2009 – L’Emilia-Romagna è la seconda regione italiana per numero e frequenza di infortuni sul lavoro. Lo rivelano i dati contenuti nel Rapporto annuale dell’Inail riferito al 2008, anno in cui le morti bianche sono calate ai minimi dal dopoguerra e gli incidenti continuano a diminuire. Ma in cui sono aumentati gli infortuni tra gli stranieri.Nello scorso anno sono stati denunciati 874.940 infortuni (-4,1% rispetto 2007): 790.214 nell’industria e servizi (90,3%), 53.278 nell’agricoltura (6,1%) e 31.448 fra i dipendenti dello Stato (3,6%). Oltre il 61% degli infortuni è concentrato nel Nord industrializzato e la nostra Regione, con 124mila casi, segue la sola Lombardia (150mila casi) e precede il Veneto (104mila casi): in tre assommano oltre il 43% del denunciato nel Paese. Per quanto riguarda l’indice di frequenza infortunistica, l’Umbria si conferma al primo posto, ma l’Emilia-Romagna la segue a ruota assieme al Friuli Venezia Giulia.I lavoratori stranieri infortunati nel 2008 sono stati 143mila (+2% rispetto 2007) e hanno un’incidenza infortunistica più elevata rispetto a quella degli italiani (44 infortuni denunciati ogni 1.000 occupati contro 39). Invece, per la prima volta dal 1951 (anno a partire dal quale si dispone di statistiche attendibili e strutturate) il numero dei morti per infortunio sul lavoro in Italia è sceso al di sotto dei 1.200 casi/anno: nel 2008 sono stati 1.120, -7,2% rispetto al 2007.

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