L’Emilia-Romagna di Legacoop in 10 richieste


BOLOGNA, 25 FEB. 2010 – Un abbassamento dell’Irap, o comunque un incentivo fiscale per le imprese che non hanno licenziato o che assumono. E’ uno dei punti del documento che Legacoop illustrerà ai candidati alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Sono già stati fissati tre incontri: il 9 con Anna Maria Bernini, il 12 con Gian Luca Galletti e il 16 con Vasco Errani. Saranno, per la lega delle cooperative, l’occasione in cui presentare l’idea di un’Emilia-Romagna "competitiva, solidale e sostenibile" e le 10 richieste formulate per realizzarla.  La tutela del lavoro è uno dei punti centrali e per questo la Lega – ha spiegato il consigliere delegato Mauro Giordani – chiede che il futuro presidente, nei limiti degli spazi a disposizione, si batta per un fisco premiale verso tutti coloro che non hanno licenziato. Gli ha fatto eco Paolo Cattabiani, presidente della Lega regionale, ricordando come nelle cooperative nel 2009 alla fine l’utilizzo di cassa integrazione sia stato solo lo 0,8% dell’ordinaria (molto inferiore al quantitativo richiesto) mentre si è mantenuta l’occupazione (il consuntivo 2009 è di 156.100 occupati, +0,02% a fatturato sostanzialmente invariato, 29.300 mln + 0,18%) facendo ampio ricorso ai contratti di solidarietà. Ma la Lega, che dà un giudizio positivo del lavoro fatto fino ad adesso in regione, non si limita alla questione fisco e lavoro. Sollecita con forza un’ampia riorganizzazione procedurale ed istituzionale della pubblica amministrazione in tutti i suoi rami che può portare risorse, esemplifica Giordani che ricorda ad esempio la riforma dei consorzi di bonifica scesi da 15 a 8. Altro punto forte il sostegno agli investimenti delle imprese innovative anche con forme di venture capital che coinvolgano banche, fondazioni, istituzioni finanziarie per creare nuovi posti di lavoro – ha spiegato ancora Giordani – che vadano a compensare quelli che alla fine si perderanno nelle imprese tradizionali. Accanto a questo l’accento è sulla riconversione verde dell’economia, sulle energie rinnovabili e sul no al consumo di nuovo territorio. "Negli ultimi 35 anni si sono costruiti due nuove Emilia-Romagna sul piano dei volumi – ha osservato Giordani – per questo pensiamo sia meglio privilegiare gli interventi sull’esistente che in molti casi è un colabrodo energetico". Nel documento c’é poi spazio per il privato accreditato nel welfare che deve fare i conti con le risorse più limitate del pubblico, ad un ruolo più ampio della formazione tecnica nelle scuole per avvicinare gli studenti al mondo delle imprese, al completamento del sistema infrastrutturale per migliorare il livello competitivio della regione, al secondo posto in Italia per produzione manifatturiera.

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