L’Emilia-Romagna contro il rischio stagnazione


BOLOGNA, 21 DIC. 2011 – Da una parte c’è la soddisfazione per essere riusciti a crescere anche in presenza della crisi. Dall’altra la preoccupazione perché nell’ultima parte dell’anno il ritmo si è ridotto e perché il più 0,9% di Pil del 2011 rischia di azzerarsi nel 2012. E’ la parola stagnazione che emerge tra i dati del Rapporto sull’economia emiliano-romagnola, realizzato da Unioncamere e dalla Regione.Mentre nell’anno che sta per concludersi le costruzioni sono l’unico settore a chiudere negativamente, nel prossimo sarà solo il terziario a essere positivo. E sempre grazie all’export, fiore d’occhiello della regione che nei primi nove mesi del 2011 ha sfiorato i 36 miliardi di euro. Buone notizie arrivano però anche dal mercato del lavoro, dove gli occupati sono aumentati dell’1,5% e la disoccupazione è passata dal 6 a 5,1%. Un segnale incoraggiante per reagire con forza alle difficoltà.

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