L’Emilia-Romagna alla ricerca di un segno più


BOLOGNA, 29 DIC. 2012 – "Il 2012 sarà un anno tremendo, gli scenari sono drammatici. Dobbiamo restare uniti e servirà buon senso da parte di tutti". E’ la prospettiva tracciata da Gian Carlo Muzzarelli, assessore regionale alle attività produttive: "In Emilia-Romagna è prevista crescita zero, ma faremo di tutto per cercare di arrivare a un segno più", ha sottolineato. Intanto la Regione ha rinnovato ieri l’accordo col mondo economico e sindacale sugli ammortizzatori sociali: per la prima fase dell’anno sono già stanziati 100 milioni che serviranno a rinnovare tutti gli accordi in scadenza.Le parole di Muzzarelli arrivano durante la presentazione del programma di ricerca da 12,5 milioni della Regione a favore di 300 imprese. E proprio l’innovazione è una delle strade maestre da continuare a percorrere anche nel 2012 che si annuncia come l’anno più duro: "Sarà difficilissimo ma abbiamo bisogno di dare un segnale per tenerci legati e provare a crescere. Dobbiamo usare ogni opportunità", ha spiegato.Per questo l’assessore ha fatto un appello al buon senso indirizzato a tutto il mondo economico e del lavoro in Regione: "Dobbiamo avere una lettura cruda dei dati in modo da fare un’alleanza, stabilire le priorità delle priorità e agire di conseguenza". Anche perché qualche segnale positivo c’è: "A gennaio ci sarà la prima pietra della nuova Arcotronics e sono in arrivo 60 milioni che permetteranno l’apertura di 50 cantieri per la casa". Ci sono settori che funzionano nonostante la crisi come la green economy e l’automotive: "Il messaggio deve essere ‘stiamo tutti insieme’".Grazie al nuovo accordo sugli ammortizzatori sociali arriveranno in Regione circa 100 milioni del miliardo stanziato dal Governo: "Sono sufficienti per una prima fase, per la seconda dobbiamo verificare", ha spiegato Muzzarelli, secondo il quale ora si passerà a una fase successiva "per assicurare risorse a chi darà prospettive".MISSIONE INNOVAZIONE PER 300 RICERCATORIFashion biologico, agricoltura digitale, auto elettriche ultramoderne, manipolazione delle cellule umane per la rigenerazione dell’apparato locomotore. Sono solo alcuni degli ambiti nei quali opereranno nel 2012 i 300 ricercatori che la Regione Emilia-Romagna invierà in quasi altrettante piccole e medie imprese del territorio. D’altronde, ha sottolineato Muzzarelli, l’innovazione è la chiave per sopravvivere alla crisi e magari per convincere i ‘cervelli’ a non emigrare: "Solo il 6,9% se ne va, è un dato molto significativo". Il progetto, che bissa l’esperienza del 2010 quando riguardò 125 imprese e portò all’assunzione di 176 neolaureati, vale per il prossimo anno 12,5 milioni, quasi otto stanziati dalla Regione e il resto dal Ministero dello sviluppo economico. Sedici i programmi finanziati per altrettanti distretti produttivi, da cui nasceranno 93 reti di impresa e di ricerca che coinvolgeranno quasi 300 imprese. Lì lavoreranno i 300 ricercatori i cui contratti, preferibilmente in alto apprendistato, saranno appunto finanziati dalla Regione. "E’ una prima azione operativa per stimolare la crescita e il cambiamento, attraverso obiettivi di qualità", l’ha definita Muzzarelli.Muzzarelli e il Pil regionale che verrà.

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