L’Emilia-Romagna al riparo dalla nube


BOLOGNA, 21 APR. 2010 – Pericolo scampato per la nostra aria. Con l’aiuto della Protezione civile regionale e nazionale, Arpa ha attivato una serie di attività specifiche per analizzare le ricadute sul territorio dell’Emilia-Romagna della nube di ceneri vulcaniche provenienti dall’Islanda e i possibili superamenti dei limiti di rischio. Ma finora – informa l’agenzia Regionale Prevenzione Ambiente in una nota – nessun parametro tra quelli abitualmente analizzati dalla rete di monitoraggio dell’aria al suolo ha evidenziato scostamenti rispetto agli andamenti normali. Anzi, le piogge dei giorni scorsi hanno fortemente abbassato il valore delle polveri sottili riscontrate, e nessuna ricaduta anomala è stata rilevata. Tra le attività specifiche messe in campo per seguire il fenomeno di dispersione delle ceneri vulcaniche – spiega la nota dell’Arpa – particolare rilevanza hanno le valutazioni tramite strumentazione Lidar. Il Lidar è uno strumento affine al Radar che impiega sorgenti di luce visibile, ultravioletta o infrarossa, al posto delle microonde. Grazie alla minore lunghezza d’onda permette, rispetto ai Radar, il telerilevamento di corpi molto più piccoli. Queste tecniche consentono la valutazione della composizione dell’atmosfera (e dunque la presenza eventuale di polveri vulcaniche) fino a 4.000 metri di altezza. La strumentazione è collocata nella sede Arpa di San Pietro Capofiume (Bologna), e le attività sono svolte in collaborazione con il Cnr-Isac di Roma. Inoltre, sono state disposte analisi specifiche delle piogge, i cui risultati saranno diffusi entro venerdì. Infine, sta fornendo i primi risultati l’applicazione di un modello matematico di previsione dell’andamento dei venti in alta quota, che sia in grado di predire con buona affidabilità gli spostamenti delle nubi di polveri, attività molto complessa in considerazione. Ulteriori informazioni sonoreperibili su internet, all’indirizzo http://www.arpa.emr.it/dettaglio_documento.asp?id=2048&idlivello 216.La nube, comunque, è arrivata ieri sui cieli italiani, e rimarrà sopra le nostre teste per un paio di giorni. L’Organizzazione mondiale della sanità ha già detto che il suo passaggio non è pericoloso per la salute, ma non la pensa allo stesso modo il professor Aldo Ferrara, docente di malattie respiratorie a Siena e presidente del Centro studi ambiente e malattie: "E’ chiaro che non si muore ma è consigliabile indossare la mascherina o una sciarpa, soprattutto per chi soffre d’asma o per soggetti iper-reattivi bronchiali (allergici al polline ad esempio), perché potrebbero andare incontro a crisi di tosse o a crisi respiratorie particolarmente fastidiose".Per il professor Ferrara il pronunciamento dell’Oms è incomprensibile: "Ci hanno fatto spendere milioni per l’influenza A o per la Sars, veri bluff, e in presenza di un’eruzione vulcanica, invece di dare delle indicazioni, ci raccontanto che non c’è nessun problema, ma non è vero". I frammenti "carbonosi presenti nella nube – afferma Ferrara – possono essere lesivi per le vie bronchiali, portando anche chi non ha problemi di allergie o d’asma ad avere comunque una fase di disturbo molto fastidiosa".

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