L’efficienza idrica alla base della riqualificazione edilizia


ROMA, 2 LUG. 2013 – Presso la sala conferenze di Roma Eventi, a pochi passi a Piazza di Spagna, nel cuore della Capitale, si è svolto questa mattina il convegno “Efficienza idrica e riqualificazione edilizia”, organizzato da Confindustria Ceramica e Unindustria, durante il quale è stata presentata la ricerca, appositamente commissionata al Cresme, sul consumo idrico in Italia ed i possibili vantaggi connessi al rinnovo degli apparecchi sanitari.All’incontro erano presenti il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, l’onorevole Giuseppe Fioroni, Francesco Toso del Cresme, l’imprenditore Fulvio Spertini, Armando Cafiero ed Antonio Delli Iaconi, Direttore Generale rispettivamente di Confindustria Ceramica e Unindustria Viterbo.Nel suo intervento, il Ministro Andrea Orlando ha ricordato come in Italia l’innovazione nelle modalità costruttive in edilizia ha avuto una evoluzione più lenta rispetto ad altri settori economici. “E’ fondamentale che gli incentivi fiscali – ha dichiarato Orlando – passino da una logica focalizzata alla singola unità abitativa ad una che abbracci l’intero quartiere, dove gli interventi di risparmio energetico vengano premiati in base ad un punteggio”. “Esiste un vuoto normativo – ha concluso il Ministro – in merito alla cosiddetta legge sull’acqua che non contempla il concetto di risparmio idrico, ma che deve subito essere colmato per evitare che eventuali incentivi statali non sortiscano l’effetto desiderato”.Giuseppe Fioroni, nel ricordare l’importanza strategica del distretto ceramico sanitario di Civita Castellana, ha segnalato che si sta lavorando, in sede parlamentare, all’ampliamento degli incentivi dal 50% al 65% che comporta un costo per lo Stato di circa 8,5 milioni di euro in 10 anni. “Un’altra richiesta su cui stiamo lavorando – ha detto Fioroni – è stabilire per legge l’installazione di scarichi da 6 litri in tutte le nuove costruzioni, partendo dall’edilizia pubblica”.Francesco Toso ha illustrato le evidenze della ricerca del Cresme sugli impianti sanitari da cui si evince che, sugli oltre 57,6 milioni di WC installati in Italia, il 75% di essi sono presenti nel comparto edilizio residenziale, per una media di 1,43 WC per abitazione, mentre 14,6 milioni sono presenti negli altti usi non residenziali: di questi, il 10% è nell’ambito della Pubblica Amministrazione. La ricerca CRESME ha rilevato che ogni anno in Italia, negli edifici ad uso civile, si consumano quasi 4,4 miliardi di metri cubi di acqua, di cui 1,4 miliardi solo come scarico dei WC, pari ad un valore di 2,4 miliardi di euro.Se solo si sostituissero i 10,2 milioni di WC risalenti agli anni pre 1970, installando quelli con scarico di 6 litri per flusso, si otterrebbe un risparmio di 260 milioni di metri cubi di acqua ogni anno (pari a 405 milioni di euro annui per il consumatore finale) con minori emissioni di anidride carbonica per 1,8 milioni di tonnellate connessa al ciclo dell’acqua.L’introduzione di incentivi statali per la sostituzione degli impianti sanitari porterebbe a maggiori investimenti per un valore stimato di 67,7 milioni di euro che a loro volta fungerebbero da volano per l’occupazione (+756 unità) e porterebbero un gettito allo Stato di circa 13,8 milioni di euro nel biennio 2013-2014.Infine, l’intervento di Fulvio Spertini, imprenditore del settore sanitario, ha riguardato il ruolo degli apparecchi sanitari per l’efficienza idrica degli edifici, ricordando l’esperienza positiva della città di New York che ha offerto incentivi per la sostituzione di 800.000 WC e ha riportato il dato del consumo medio di acqua nella propria casa ogni giorno, pari a 250 litri per ogni cittadino (5 miliardi di metri cubi ogni anno).“La presentazione dell’emendamento sul risparmio idrico ed il successivo sforzo profuso – ha dichiarato il Sen. Stefano Vaccari -, va nella direzione di ricomprendere anche quest’ambito all’interno delle misure incentivabili per il risparmio energetico. Auspichiamo che ora il Governo, consapevole dell’importanza di una risorsa scarsa come l’acqua, recepisca l’emendamento presentato”.

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