L’Ecomondo del riciclo


RIMINI, 30 OTT. 2009 – "Manco dall’Italia da cinque anni e guardando Ecomondo dico che nel vostro Paese deve essere successa una mezza rivoluzione". Chi parla è Christopher Flavin, presidente del Worldwatch Institute, un’organizzazione internazionale di ricerca focalizzata su energia, risorse e problemi ambientali. Mercoledì scorso era a Rimini, dove ha partecipato alla tredicesima Fiera Internazionale del Recupero di Materie ed Energia e dello Sviluppo Sostenibile, un settore in cui, a suo dire, l’Italia si sta muovendo molto bene.Alla base della nuova sfida globale che intende coniugare lo sviluppo con la cura del territorio, c’è un nuovo modo di pensare e di concepire gli oggetti che ci circondano: la filosofia del riciclaggio. E, in effetti, sia i progressi fatti negli ultimi anni che i progetti in cantiere per il prossimo futuro sono la testimonianza che il nostro Paese – e nel suo piccolo anche la nostra Regione – vogliono avere un ruolo da protagonista.Prima di tutto, c’è il discorso che riguarda gli imballaggi. In Italia al loro riciclo ci pensa il Conai, Consorzio nazionale imballaggi, che a Rimini ha voluto fare un bilancio degli ultimi dieci anni di attività. Su tutti, il dato più eloquente è quello relativo alle emissioni di CO2 evitate nell’arco di un decennio: ben 48,2 milioni di tonnellate. Segno che il recupero dei materiali produce dei risultati apprezzabili prima di tutto dal punto di vista ambientale. Nel 2008, circa il 70% dei rifiuti da imballaggio immessi al consumo sono stati riciclati, evitando così l’apertura di 325 nuove discariche e determinando l’incremento del 108% della quantità di materiali recuperati e la decisa riduzione della quantità che finisce in discarica, scesa dal 70% al 31,5% negli ultimi 10 anni. E le previsioni per il 2009 indicano un bilancio ancor più positivo, che produrrà anche benefici economici stimati intorno ai 670 milioni di euro.Ma l’anno scorso, in Italia, sono state riciclate anche circa 800 milioni di confezioni Tetra Pak, pari a 16.000 tonnellate. Il recupero ha generato nuova carta e cartone, mentre dalla componente politene-alluminio – frazione minoritaria, pari al 25%, delle confezioni – è stato ricavato dell’EcoAllene. Questo materiale viene poi impiegato a livello industriale per produrre oggetti di cancelleria e gadget, come per esempio il portachiavi che ha riprodotto, come ogni anno, la mascotte di Ecomondo. Tetra Pak, azienda svedese leader nel settore del confezionamento di prodotti alimentari, con oltre 140 miliardi di confezioni vendute e una presenza commerciale in oltre 150 Paesi, negli ultimi anni ha focalizzato la propria strategia ambientale sulla riduzione degli impatti sul clima, con azioni di miglioramento delle prestazioni industriali e puntando all’utilizzo di energia elettrica da fonte rinnovabile. I risultati di questo impegno – spiega l’azienda – evidenziano un incremento del 25% dell’efficienza energetica degli impianti di produzione rispetto al 2002, con il risultato di eccellenza riscontrato proprio nel sito italiano di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, pari ad oltre il 37%. Altre 994 tonnellate di CO2 sono state risparmiate – e quindi non immesse nell’atmosfera – raccogliendo, nel periodo tra gennaio e settembre, circa 55.880 tonnellate fra frigoriferi, condizionatori, lavatrici, lavastoviglie e forni (erano circa 30 mila nell’intero 2008). Ci ha pensato Ecodom, il consorzio italiano recupero e riciclaggio elettrodomestici, che ha realizzato un’analisi sull’impatto ambientale dei Raee (rifiuti elettrici ed elettronici), presentata a Rimini mercoledì scorso.Secondo i dati, con gli elettrodomestici raccolti si è evitata anche la dispersione di una significativa quantità di gas che danneggiano lo strato di ozono, e prodotto un risparmio energetico di circa 110 milioni di kwh rispetto a quanto servirebbe per ottenere le stesse quantità di materie prime "vergini". Nell’analisi dettagliata per regione, l’Emilia-Romagna raggiunge un dignitosissimo quarto posto, con 99.665 tonnellate di CO2 evitate e 6.849 di Raee. Guida la classifica la Lombardia, rispettivamente con 172.488 e 9.831, seguita da Piemonte (117.488 e 7.243) e Veneto (112.140 e 5.504).In più, è in via di realizzazione il cosiddetto ritiro "1 contro 1", che permetterà ai consumatori di consegnare direttamente ai distributori le apparecchiature elettriche ed elettroniche non più utilizzate nel momento in cui si presentano al punto vendita per acquistare nuovi prodotti di questo tipo. Luigi Pelaggi, capo segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente, ha assicurato in occasione di Ecomondo che verrà il Decreto in cui è contenuta questa iniziativa verrà emanato entro fine anno, per entrare in vigore a inizio 2010. Ma già nel 2008, il Sistema multiconsortile di ritiro e trattamento ha prodotto 65.000 tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche: il 36% da apparecchiature refrigeranti, il 27% da Tv e monitor, il 20% dai grandi bianchi e il 15% da apparecchi illuminanti. L’Emilia-Romagna è all’avanguardia nella raccolta di questo tipo di rifiuti, che in questo primo anno di corretta gestione ha generato dei benefici ambientali stimati in un risparmio energetico pari ai consumi elettrici di una città di 100.000 abitanti e in una riduzione di C02 equivalente alle emissioni di 100.000 auto. E la Regione, che ha ospitato questa fiera internazionale, ne ha approfittato per premiare cinque organizzazioni e amministrazioni dell’Emilia-Romagna che si sono distinte per l’attenzione all’ambiente e ai problemi sociali, occupazionali ed economici. Ognuna di loro è risultata vincitrice delle sezioni in cui è strutturato il premio "Emilia-Romagna sostenibile". Nella categoria Educazione alla sostenibilità e stili di vita, il vincitore é stato il Centro di educazione ambientale canossiano della Val d’Enza (Reggio Emilia) per il progetto ‘Soluzione erre’ di sensibilizzazione per la riduzione, il recupero e il riutilizzo dei rifiuti. Il progetto ecosostenibile della sede del Comune di Formigine (Modena) ha ricevuto il riconoscimento per la Gestione sostenibile della Pubblica amministrazione.Per quanto riguarda l’Innovazione di processo, ha vinto il progetto dell’azienda Adriatica Acque srl di Rimini – produttrice di frigogasatori per impianti di rete – in collaborazione con Hera, che promuove l’uso dell’acqua del rubinetto in sostituzione di quella in bottiglia. L’azienda Gambale srl di Mirabello (Ferrara) si è imposta invece nella sezione Innovazione di prodotto, grazie ai suoi progetti di sostenibilità nel comparto delle tegole per tetti fotovoltaici. E, infine, il premio per la Responsabilità sociale e occupazion è andato all’associazione dei produttori biologici e biodinamici dell’Emilia-Romagna Prober (Bologna) per "Mangiotuttobio", un progetto di produzione, commercio e consumo equo e solidale di una vasta gamma di prodotti biologici.

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