L’attentato alla sede della Lega, negative le ricerche sulle impronte


BOLOGNA, 24 MAR. 2009 – Sono negative le ricerche, compiute dalla Polizia Scientifica, di impronte papillari sulla scatola di fiammiferi repertata in via Pietralata, nel centro di Bologna, dove nella notte tra sabato e domenica è stato messo a segno un attentato, non rivendicato, contro la nuova sede elettorale della Lega Nord. Spunti per le indagini non sarebbero arrivati nemmeno dalla ricerca di immagini delle telecamere di sicurezza della zona. Gli accertamenti hanno confermato che l’ordigno rudimentale sarebbe stato composto da un cilindro di cartone con polvere pirica e innesco a miccia. E’ possibile che l’ordigno sia stato preparato versando nel cilindro la polvere pirica ricavata dopo aver svuotato più petardi in legittima vendita. Un dettaglio diverso, quest’ultimo, da un attentato avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 maggio 2007 contro un’agenzia di lavoro interinale, la Trenkwalder, in via Mazzini, alla prima periferia del capoluogo emiliano, che ha qualche analogia con l’attentato alla sede della Lega. Allora però a scoppiare, sempre tra una serranda e una vetrata, fu un ‘petardone’ tipo i cosiddetti ‘Maradona’, probabilmente già confezionato. Per l’agenzia Trenkwalder, così come per l’attentato di domenica, venne ipotizzata la matrice anarco-insurrezionalista, ma gli autori non sono stati identificati. Non viene escluso che ad operare possa essere stata una sola persona. Intanto in Procura questa mattina si sono incontrati il Pm del pool antiterrorismo Morena Plazzi, titolare dell’inchiesta, e il capo della Digos Vincenzo Ciarambino; sono state fatte le prime mosse dell’indagine, coperte dal riserbo. L’ipotesi di reato seguita è quella di atto di terrorismo con ordigni esplosivi contro la sede di un partito. L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEI DEPUTATI BOLOGNESICosa intenda fare il Governo "per favorire la sollecita individuazione degli autori dell’atto terroristico" compiuto ai danni della sede della Lega Nord di Bologna nella notte tra sabato e domenica, e "degli altri episodi analoghi accaduti nel recente passato in città". E’ quello che chiedono in un’interrogazione al Ministro dell’Interno Roberto Maroni i parlamentari bolognesi del Partito democratico, i deputati Gianluca Benamati, Donata Lenzi, Sandra Zampa e Rita Ghedini, e i senatori Paolo Nerozzi, Giancarlo Sangalli e Walter Vitali. L’esplosione, osservano i parlamentari, "avrebbe potuto ferire anche le persone, ma per fortuna in quel momento nessuno si trovava nelle vicinanze"; e ricordano che nel passato recente a Bologna vi sono stati "altri episodi nei quali sono esplosi ordigni simili a questo o si sono prodotti danneggiamenti nei confronti di obiettivi di natura politica". Nel dicembre 2003, ad esempio, un pacco-bomba fu recapitato a casa del Presidente Romano Prodi, anche in quel caso senza conseguenze per le persone. "Gli autori di questi atti violenti – concludono i deputati e i senatori del Pd – vanno individuati e perseguiti con decisione per stroncare ogni tentativo di alimentare un clima di odio e di tensione".APPROVATI DUE ODG IN PROVINCIAIl Consiglio provinciale di Bologna ha approvato all’unanimità due ordini del giorno sull’attentato alla sede della Lega Nord in via Pietralata. Il primo, presentato dai consiglieri di Forza Italia-Pdl e An-Pdl, esprime la piena solidarietà alla Lega nord, "oggetto di un gravissimo atto intimidatorio" ed auspica che "la campagna elettorale si svolga in un clima di sereno confronto". Il secondo documento, presentato da Gruppo misto (primo firmatario Sergio Spina), Prc, Verdi, Pdci e Pd, esprime "la più ferma condanna contro l’attentato" che considera un gravissimo episodio che "tende ad inquinare il confronto politico, anche quello più aspro, che si esprime attraverso l’iniziativa pubblica, la mobilitazione delle persone, il contraddittorio delle idee". L’ordine del giorno afferma inoltre che "chi mette bombe non è interessato al diritto di manifestare, anzi con queste azioni dal sapore terroristico cerca di limitare ancora di più l’agibilità politica e sociale dei soggetti più deboli e meno rappresentati".

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