L’Anpi dell’Emilia-Romagna si appella al Pd: no alla legge che premia i repubblichini


BOLOGNA, 25 FEB. 2009 – "Pieno consenso" dell’Anpi emiliano-romagnola a Dario Franceschini per la scelta di giurare fedeltà alla Costituzione davanti al castello Estense a Ferrara, "nel luogo dove i fascisti repubblichini fucilarono cittadini solo colpevoli di essere antifascisti", ma anche la richiesta di intervenire "per non far approvare dal Parlamento il Ddl 1360 che vuole istituire ‘L’ordine del tricolore’, ovvero che vuole equiparare i partigiani ai repubblichini di Salò concedendo a entrambi un riconoscimento, anche pecuniario, al merito militare".In una lettera al neosegretario del Pd, il presidente del comitato regionale dell’Associazione partigiani, William Michelini, chiede "un intervento forte e che coinvolga le strutture del partito anche a livello decentrato: province, comuni, circoscrizioni. Già l’Anpi – rileva – si è mossa denunciando che mai accetterà un simile falso storico, e gli ex presidenti Ciampi e Scalfaro hanno sostenuto che la proposta del centrodestra vuol far dimenticare che la repubblica di Salò appoggiò con la sua azione la causa dei nazisti e commise atti di crudeltà e ferocia contro partigiani e civili italiani. Il Ddl 1360, oltre ad essere una forte provocazione, dimostra che oggi c’è un autoritarismo strisciante che vuole ritornare sulla scena con tutti gli onori". Dall’Anpi Emilia-Romagna a Franceschini, infine, gli "auguri di buon lavoro in un momento in cui il paese vive una crisi gravissima, economica e democratica, morale e di progettualità".

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