L’aggressione a Berlusconi, reazioni tra condanna e strumentalizzazione


BOLOGNA, 14 DIC. 2009 – Una condanna "senza se e senza ma". L’ha espressa Pierluigi Bersani nei confronti del gesto di violenza compiuto da uno psicolabile ai danni del presidente del Consiglio. Questa mattina il segretario del Partito Democratico era tra i tanti esponenti politici che hanno fatto visita a Silvio Berlusconi, il quale sarà trattenuto in ospedale almeno fino a domani. "Assolutamente bisogna rifiutare ogni gesto di violenza, senza se e senza ma" ha detto Bersani lasciando il San Raffaele di Milano, "e per isolare una mentalità che può portare a gesti di questo genere, dobbiamo contrapporre la civiltà di una discussione politica", ha continuato. Anche Romano Prodi ha espresso vicinanza “a chi è stato offeso”. “Bisogna cercare di abbassare i toni della tensione: è un Paese che ha bisogno di parlare e non di urlare”, ha detto l’ex presidente del Consiglio.Sull’altro fronte politico, da parte di alcuni esponenti del Pdl continua l’attacco all’opposizione. "Il clima di odio suscitato, tra gli altri, da Bersani, Di Pietro e Casini ha determinato il gravissimo episodio di violenza contro il presidente Silvio Berlusconi. Essi ne sono pertanto, indubbiamente, i responsabili quantomeno morali". Ne è convinto il senatore bolognese Filippo Berselli, che ha così argomentato la sua posizione: "Averlo definito a più riprese delinquente, mafioso, fascista, dittatore, ha indotto uno psicolabile di sinistra a questo folle gesto". Lo stesso Berselli liquida poi come "lacrime di coccodrillo" i messaggi di solidarietà al premier manifestati dalle forze dell’opposizione. L’Anpi di Reggio Emilia ha espresso "ferma condanna del gravissimo gesto di aggressione". "E’ necessaria la più ampia unità degli antifascisti e di tutte le forze democratiche – si legge nel comunicato dell’associazione dei partigiani, "e la massima coesione del paese in funzione dei diritti delle persone e delle istituzioni di garanzia dello Stato, e del ristabilimento di un corretto e civile confronto politico.”Sul rispetto delle regole della democrazia e degli avversari è incentrato il messaggio dell’Anpi della Bolognina, quartiere bolognese dove si è svolta una delle più sanguinose battaglie della Resistenza. “Desideriamo fare pervenire a Berlusconi – si legge in una nota – un augurio di pronto ristabilimento. La battaglia politica è una cosa, altra cosa è la garanzia del rispetto alla persona che la nostra costituzione ed il vivere civile garantisce. Solo il voto di sfiducia o di fiducia del parlamento potrà definire i destini politici dell’attuale governo.”

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