L’Afghanistan, un paese senza giornalisti


FERRARA, 1 OTT. 2010 – Ha trent’anni, fa il giornalista ed è in fuga dal suo paese. E’ Yaqub Ibrahimi, la voce che dal 2007 racconta cosa succede in Afghanistan e che stamattina, collegato via Skype, i partecipanti al Festival di Internazionale a Ferrara hanno potuto ascoltare. E i fatti clamorosi che accadono in un paese con un governo secondo per corruzione soltanto alla Somalia, di certo non mancano. "Quella del mio Paese è una storia buia, l’Afghanistan è dilaniato dai conflitti tra i signori della guerra e molti criminali di guerra siedono al governo", ha detto Yacub Ibrahimi.Il giornalista oggi avrebbe dovuto ritirare di persona il premio Anna Politovskaia conferitogli dalla rivista Internazionale per il suo lavoro di denuncia. "Se ci fosse libertà di informazione – ha proseguito – i signori della guerra, che oggi siedono anche in Parlamento, verrebbero condannati". Il governo ha invece approvato, ha aggiunto, "linee rigorosissime entro cui devono muoversi i giornalisti, un circolo rosso che non si può varcare. Ci sono stati processi e condanne ai giornalisti, anche alle pene capitali, e questo è il clima in cui lavoriamo".Il Premio Anna Politvaskaya, alla seconda edizione, è stato consegnato dal vicesindaco di Ferrara, Massimo Maisto, al fratello del giornalista, Sayed Kheshrav Ibrahimi in apertura del Festival di Internazionale che prosegue fino a domenica a Ferrara. Il direttore di Internazionale, Giovanni De Mauro, ha detto che è sembrato naturale conferire a Yaqub il Premio intitolato alla giornalista russa assassinata nel 2006 per le sue inchieste sulla Cecenia. Sayed Yaqub Ibrahimi in passato si è a lungo battuto per la liberazione del fratello Kambakhsh, condannato prima a morte e poi a 20 anni di carcere per blasfemia, dopo un articolo sui diritti delle donne: graziato un anno fa dal presidente Karzai, ora si trova all’estero.Anche Yaqub ha dovuto di recente lasciare clandestinamente l’Afghanistan per le pressioni politiche che subiva. Privato in patria del suo passaporto, non può allontanarsi dal Paese in cui si trova.

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