L’affaire Boffo “ha cambiato gli equilibri tra Stato e Chiesa”


BOLOGNA, 21 SET 2009 – Sono state date tante letture della vicenda che ha visto Il Giornale della famiglia Berlusconi sparare ad alzo zero contro il direttore di Avvenire, Dino Boffo. Oggi è “Il Regno”, lo storico quindicinale dei Dehoniani di Bologna a scrivere che "lo scontro tra la Cei e Berlusconi ha di fatto comportato un rafforzamento dello Stato nel suo rapporto con la Chiesa Cattolica. Che questo sia avvenuto sulle vicende del sexgate berlusconiano è solo uno dei paradossi della storia".La tesi è sostenuta dall’editoriale dal titolo "Cattolicesimo politico al tramonto", che comparirà sul prossimo numero de "Il Regno", firmato dal vice direttore Gianfranco Brunelli. Nel lungo articolo si ripercorrono i rapporti fra la Cei e lo Stato italiano durante la lunga presidenza Ruini per sostenere che la forte presenza pubblica "della Chiesa identificata nei suoi vertici ecclesiastici è stato certamente conseguito, ma al prezzo di una forte esposizione politica diretta".Secondo Il Regno, la Cei in questi anni, al di là di una teorica e dichiarata equidistanza tra i poli, ha "finito per far pendere la bilancia a favore del centro destra". Uno schema che nella vecchia coalizione di centro destra si poteva giovare della presenza di un "partito-corrente, rappresentativo di una parte del moderatismo cattolico", cioè l’Udc. Ma una "volta saltato" questo schema "coalizionale", "sostituito vittoriosamente da Berlusconi con lo schema bipartitico, ai vertici della Cei si sono presentati i giorni del disagio, se non della subalternità". Una situazione – argomenta il Regno – che ha finito per rendere difficile "proporre valori integrali" che rispettassero il volto cristiano dell’umano" e così ogni "critica è diventata un affare di stato o meglio di rapporti istituzionali tra Stato e Chiesa. E’ prevalso insomma il modello del realismo politico nel quale leggi e regolamenti si contrattano"."Per uscire da una subalternità pacificata della Chiesa verso ogni governo – conclude Il Regno – è necessario che si ritrovi un diverso equilibrio di ruoli tra segreteria di Stato e Conferenza episcopale rispetto a quello degli ultimi 20 anni e all’interno della Chiesa si inauguri una nuova stagione dell’autonomia dei laici e del laicato; altrimenti per il cattolicesimo politico sarà difficile riconoscere una nuova e possibile alba in un tramonto".

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