L’acqua diventa sempre più cara


6 OTT. 2010 – E’ stata la Federconsumatori di Modena a incarire il C.R.E.E.F – Centro Ricerche Economiche, Educazione e Formazione della Federconsumatori Nazionale – di realizzare l’ottava Indagine sul servizio idrico integrato, e le notizie che ne sono emerse non sono certo piacevoli. Le tariffe dell’acqua sono più care, da marzo a settembre sono aumentate del 6,1%. E in Emilia-Romagna colpiscono soprattutto Ferrara e Forlì-Cesena.La provincia emiliana, servita da Hera, è la prima in regione e l’undicesima in Italia per quanto riguarda la spesa annua nel 2009, con 192,9 euro per 100 metri cubi. La seguono a ruota Ravenna e Reggio Emilia, dove il servizio è erogato da Enia (diventata nel 2010 Iride). In quella romagnola, che si nuovo competenza di Hera, si è invece registrato l’aumento percentuale maggiore rispetto all’anno precedente: +12,9%.Secondo Federconsuamtori, dal 1998 ad oggi la crescita del prezzo dell’acqua nel nostro paese è stata del 62,9% senza un corrispettivo aumento da parte delle aziende degli investimenti negli impianti. "Il cittadino non può essere torlupinato – denuncia Mauro Zanini, presidente del Centro Ricerche di Federconsumatori – Se paga una quota relativa agli investimenti, questi devono essere realizzati per ridurre le perdite e rendere efficiente una rete che putroppo in Italia è ancora un colabrodo. Invece noi attualmente perdiamo il 37% dell’acqua".C’è da dire però che, pur essendo alte in classifica, le provincie emiliano-romagnole non reaggiungono i valori record di Venezia, che in un anno ha costretto i suoi cittadini a pagare una bolletta più cara del 22,4%.

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