Kemet vuole chiudere anche l’Arcotronics di Monghidoro


BOLOGNA, 18 OTT. 2011 – Non c’è solo l’Arcotronics di Vergato a richiare la chiusura. In cambio dell’investimento di 25 milioni per la costruzione del nuovo sito produttivo a Pontecchio Marconi, per il quale ha già ritirato in Comune il permesso a costruire, il gruppo Kemet vuole infatti dismettere anche lo stabilimento di Monghidoro. E’ quanto emerge della nuova proposta dell’azienda, che sarà vagliata al tavolo convocato dall’assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli per lunedì 7 novembre, in modo da dare tempo ai sindacati di approfondire tutti i punti e valutarli in assemblea con i lavoratori degli stabilimenti interessati. Kemet Arcotronics ha avanzato la nuova proposta ieri pomeriggio in un incontro in Regione, a cui erano presenti anche con la Provincia di Bologna, i Comuni di Pontecchio Marconi, Monghidoro e Vergato, Unindustria Bologna e le rappresentanze sindacali e dei lavoratori. "La proprietà – ha spiegato Muzzarelli – ha confermato la volontà di costruire il nuovo stabilimento a Pontecchio", ma nell’accordo chiede "la chiusura sia dello stabilimento di Vergato, come previsto, che di quello di Monghidoro, cosa fino ad ora non prevista". "Noi riteniamo indispensabile tutelare l’occupazione – precisa l’assessore – in attesa della decisione dei sindacati, é indispensabile che la proprietà assicuri il massimo impegno a salvare i posti di lavoro degli stabilimenti in chiusura". Per dare un futuro professionale ai lavoratori, e contribuire a salvaguardare la tenuta delle aree interessate, la proprietà ha anche manifestato l’intenzione di contribuire, anche avvalendosi di una società esperta in reindustrializzazioni, a dare nuova vita agli stabilimenti. "Regione, Provincia ed Enti locali – ha concluso Muzzarelli – utilizzeranno queste due settimane per un comune approfondimento, per condividere le soluzioni, nell’ottica della massima tutela di tutti i lavoratori".

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