Juventus-Bologna 2-1. Sconfitta ingiusta per i rossoblu


BOLOGNA, 22 FEB. 2010 – Scontata ed ammessa la differenza di bilanci economici, di ambizioni e quindi di peso specifico tecnicamente parlando tra Bologna e Juventus, occorre concludere che il risultato di 1 a 2 per i torinesi stavolta non è giusto. A parte i fatti di troppe situazioni del passato mal giudicate dagli arbitri a sfavore del Bologna che, piaccia o non piaccia, non si possono dimenticare, abbastanza chiaro ed evidente per tutti è stato l’andamento di questo pomeriggio, con due squadre che si sono battute a fondo e che si potevano fregiare ambedue del risultato di parità, se lo zampino di una certa ingiustizia non fosse intervenuto. Il fatto è che la Juventus ha segnato subito complicando i piani bolognesi che prevedevano, ci pare, di resistere ben di più contando davanti su Adailton e Zalyeta, vale a dire esperienza sì ma anche staticità e nessuna possibilità di gioco aereo. Piani scombussolati allora, perché l’immediato svantaggio e lo schieramento prescelto non hanno permesso a Colomba ed ai suoi di tentare ribaltamenti ed iniziative da affidare ad uomini svelti, rapidi nello stretto e magari in grado di arrivare davanti al portiere. Questi uomini erano in panca, citiamo Gimenez e Succi, ed il tecnico bolognese ha ritenuto di lasciarli là sino a partita avanzata. Anzi, Succi nemmeno buttato alla fine in campo, magari per un quasi disperato tentativo di rimonta. Interrogarsi in proposito è d’obbligo poiché il giovane Succi è stato acquistato proprio come rincalzo di Di Vaio che oggi era appunto in tribuna, infortunato.Questo essere sotto di un gol ed aver giocato come invece si fosse sul pari per 45’ può essere giudicato un errore di Colomba, perché non poteva non vedere la lenta e difficoltosa avanzata dei suoi verso la retroguardia bianconera. C’è da dire comunque che lo spirito e la determinazione dei rossoblu sono molto cambiate nella ripresa tanto è vero che il pari è giunto subito, al 49’. Non solo, i padroni di casa hanno continuato a spingere impadronendosi del gioco, a suon di corners e di possesso palla, senza peraltro pungere come sarebbe stato necessario. Anzi nell’unico momento di minima negligenza difensiva sono stati puniti da Candreva il quale, peraltro, come azzurro di Lippi, farà bene ad evitare le espressioni assunte sotto la curva di casa dopo la segnatura, ovvero irridere i sostenitori locali. Così facendo sarà sempre un prezzolato senza qualità, né sportivo, né tanto meno campione.Ecco allora tornare il tema iniziale. Il pari sarebbe stata la cornice giusta di questo incontro, col Bologna leggermente sfortunato invece nella circostanza. Si è detto da molti di una bella partita. Combattuta e giocata sì, ma bella a me non è parsa. Anzitutto la Juventus ha pochissimo gioco e pochi uomini veramente brillanti e capaci di illuminare. Mastica molto terreno in orizzontale, non eccelle nel palleggio, pianta tre uomini alla guardia di uno Zalayeta che del dinamismo non fa certo la sua arma migliore. Inoltre Buffon è parso incerto sulle parate basse – le uniche a cui è stato chiamato – e non attraversa un gran periodo di forma. E due campioni del mondo stanno in panca in questa squadra.. Insomma Zaccheroni ha vinto tre volte di seguito ma non ha dato un gioco particolarmente brillante ai bianconeri, ammesso che ne sia davvero capace. Il Bologna dal canto suo meglio di così, assente Di Vaio, non poteva battersi. Tutti bravi ed in palla coi due davanti abbastanza sotto gli altri però, anche se hanno lavorato parecchio ma senza trarre granché da questo lavoro. Poco ha dato l’innesto di Savio e Gimenez, il quale anzi ha fallito un’occasione non difficile dopo aver saltato anche il portiere.E’ stato evidente, credo si possa dire, che nelle file rossoblu manca un uomo d’ordine, un regista o qualcosa di simile. Un giocatore capace di alzare il rendimento di una squadra che corre tanto senza ottenere in proporzione. Capace di tessere le manovre, di organizzare al meglio le spinte che ognuno produce e le energie che vengono profuse senza risparmio. Ormai questo tipo non c’è e si deve giocoforza farne a meno. Ma almeno mischiare un po’ meglio le carte si può, anche se il piano tattico va modificato in fretta. Del resto l’allenatore è là per questo e stavolta, in tal senso, qualcosa non ha funzionato.

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