Joan Mitchell a Palazzo Magnani: ancora tre giorni per visitare la mostra


16 LUG 2009 – Restano ancora alcuni tre giorni per visitare la grande mostra antologica dedicata alla pittrice americana Joan Mitchell allestita presso le sale espositive di Palazzo Magnani; la mostra chiuderà infatti i battenti domenica 19 luglio. L’esposizione reggiana verrà presentata ed esposta al pubblico dal 23 agosto al 31 ottobre 2009 presso gli spazi espositivi del Musée des Impressionismes a Giverny, in Francia.Si ricorda che oltre al consueto orario di visita (tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19) è possibile visitare la mostra anche nelle serate di venerdì 17 e sabato 18 dalle ore 21 alle ore 23. Inoltre, visite guidate gratuite (pagamento del solo biglietto d’ingresso alla mostra) si svolgono il venerdì sera alle 21:30 e la domenica pomeriggio alle 17:30.Si ricorda, inoltre, che in bookshop è disponibile il catalogo bilingue (italiano/francese), edito da Skira, con testi del curatore Sandro Parmiggiani, di Nils Ohlsen (direttore della Kunsthalle di Emden), di Sophie Levy (direttrice del Musée des Impressionismes Giverny), di Yves Michaud, di Rachel Stella, di Brigitte Hedel-Samson, e di Gisèle Barreau (amica personale dell’artista, che rievoca il suo ininterrotto amore per la poesia e per la musica).E’ possibile prenotare la visita telefonando alla Biglietteria di mostra: tel. 0522.454437 o mandando una mail a info@palazzomagnani.itPer poter conoscere meglio la figura di questa straordinaria pittrice, la cui opera può essere considerata un ponte tra la pittura americana e quella europea, si segnala il video della mostra Joan Mitchell (1925-1992), "La pittura dei Due Mondi" che può essere visto su youtube al linkhttp://www.youtube.com/watch?v=Ug5tcK_CV6I&feature=channel_pageIl video ha registrato oltre mille visualizzazioni e testimonia l’interesse diffuso per la mostra di questa straordinaria pittrice, che ha dato un contributo fondamentale alla creazione di quello che può essere definito un impressionismo moderno.LA MOSTRAL’esposizione dedicata a Joan Mitchell, curata da Sandro Parmiggiani, promossa dalla Provincia di Reggio Emilia, con il contributo di Fondazione Manodori, CCPL, Tecton, Grasselli, BFMR&Partners Dottori commercialisti, Studio Legale Sutich-Barbieri-Sutich di Reggio Emilia, e con il contributo speciale della Terra Foundation di Chicago, della Joan Mitchell Foundation e della Cheim & Read Gallery di New York, presenta 46 opere – alcune di grandi dimensioni, quali Les bleuets, 1973, di 280 x 580 cm e A small garden, 1980, di 285 x 720 cm, entrambi del Centre Pompidou di Parigi; Edrita Fried, 297 x 762 cm, della Joan Mitchell Foundation di New York – provenienti da alcuni dei maggiori musei americani (Whitney Museum of American Art di New York, Smithsonian Museum di Washington, National Gallery of Art di Washington), dalla Joan Mitchell Foundation di New York e dalla Cheim & Read Gallery di New York, e da musei (Centre Pompidou, Musée de Beaux-Arts di Nantes, FRAC Haute Normandie, Fondation Maeght di St. Paul de Vence) e collezioni private francesi, in grado di coprire l’intero percorso dell’artista, dal 1950 agli ultimi dipinti realizzati nei giorni immediatamente precedenti la sua scomparsa.L’opera di Joan Mitchell può essere considerata un ponte tra la pittura americana e quella europea. Dapprima protagonista dell’Espressionismo Astratto americano – negli anni Cinquanta, quando viveva in quella New York – faceva parte del gruppo di mitici pittori, tra cui Pollock e De Kooning, con il quale sarebbe restata fino alla fine in rapporti di fraterna amicizia – che avrebbe scalzato Parigi dal ruolo di centro dell’arte mondiale e segnato l’affermazione della metropoli americana come luogo propulsore dell’innovazione artistica – e successivamente, a partire dal suo trasferimento a Parigi alla fine degli anni Cinquanta, creatrice di una pittura che rivisita Van Gogh e Monet, e che riesce a rivisitare e a innestare l’esperienza dell’Impressionismo su quella dell’Espressionismo astratto, trasmettere, attraverso la gestualità e la forza lirica del colore, le emozioni e i sentimenti suscitati in lei dal rapporto con la natura o quelli derivanti da alcune vicende della propria vita. La pittura di Joan Mitchell, esito di un gesto che tradisce l’ansia e il desiderio di vivere e di dipingere, è sempre di altissima qualità, per l’equilibrio formale, gli accordi tonali, e lo svolgimento di un ritmo che si può seguire in ogni sua opera.A Joan Mitchell sono state dedicate, dopo la morte, alcune importanti retrospettive, come quelle al Musée des Beaux-Arts di Nantes e al Jeu de Paume di Parigi nel 1994, e al Whitney Museum of American Art di New York nel 2002. In Italia, l’opera di Joan Mitchell non viene presentata da cinquant’anni: la sua stagione espositiva in Italia fu assai breve, e tutta circoscritta tra la fine degli anni Cinquanta (1958, Biennale di Venezia, dove espose due opere nella sezione "Giovani artisti italiani e stranieri" curata da Franco Russoli, e al Festival dei Due Mondi di Spoleto; 1959, mostra al Circolo degli Artisti di Torino) e i primi anni Sessanta (1960, mostra personale alla Galleria dell’Ariete di Milano, presentata in catalogo da Franco Russoli; 1961, vincitrice del Premio Lissone). JOAN MITCHELL. La pittura dei Due Mondi 22 marzo – 19 luglio 2009Reggio Emilia, Palazzo Magnani (corso Garibaldi, 29)Orari: dal martedì alla domenica, 10.00-13.00, 15.30-19.00; il venerdì e il sabato anche dalle 21.00 alle 23.00. Chiuso il lunedìBiglietti: intero, Euro 7; ridotto, Euro 5; studenti, Euro 2Catalogo: Skira; Prezzo in mostra 30,00 Euro (Prezzo di copertina 45,00 Euro)

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