Iuc sulla casa, la nuova tassa


All’inizio c’era l’Ici, poi trasformata in Imu e non appena c’eravamo convinti di doverla chiamare Trise, ecco che il nuovo tributo sulla casa viene ribattezzato Iuc, imposta unica comunale, acronimo che scalza anche quello scelto in prima battuta, Tuc. Non c’è nulla da ridere, anche se verrebbe voglia di farlo, perchè parliamo di tasse. La Iuc ha due componenti, e qui ricominciamo con  le sigle: la Tasi per i servizi indivisibili come l’illuminazione pubblica, la sicurezza, l’anagrafe e la manutenzione delle strade; e la Tari per i rifiuti. La seconda resta invariata rispetto al passato. Dal pagamento dell’imposta sugli immobili saranno esentate le prime case, ma si stima che saranno solo il 10% del totale, cioè un milione e 800mila abitazioni in tutta Italia. Gli altri pagheranno, con un piccolo sconto di circa 25 euro. Per la seconda casa cambia il massimale che viene ridotto al 10,6 per mille (La Trise arrivava all’11,6). I Comuni avranno 500 milioni di euro a disposizione ogni anno per le detrazioni che potranno decidere come applicare. Toccherà, infatti, ai sindaci decidere quali tipologie di nuclei familiari favorire o rendere esenti dal versamento dell’imposta. Ancora si lavora, invece, per reperire risorse a sostegno delle imprese. La maggioranza ha trovato un’intesa di massima in Senato e il ministro Franceschini ha già annunciato che il Governo ricorrerà al voto di fiducia. Una fiducia che testerà la solidità dello stesso Governo Letta dopo la scissione del Pdl tra il Nuovocentrodestra del vicepremier Alfano e i lealisti della rediviva Forza Italia, anche in vista del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Un voto che vale una conta.

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