Italiano per stranieri, la lingua biforcuta del governo


In collaborazione con Trc – Telemodena MODENA, 19 GEN. 2011 – Sono stranieri residenti in Italia da almeno cinque anni. Alcuni di loro sono laureati, ma hanno bisogno di imparare l’italiano per far valere il proprio titolo di studio. Dei corsi offerti dal Centro Territoriale Permanente sono tutti molto soddisfatti, e si avvicinano con ottimismo all’esame del prossimo 5 febbraio, necessario per ottenere il permesso di soggiorno permanente. "Abbiamo già ottanta persone che sosterranno la prova – spiega Davide Chiappelli, dirigente scolastico e responsabile del Ctp di Modena -. I test normalmente fatti su livelli di riferimento europei sono scritti e orali, ma quelli pensati per questa fattispecie prevedono solamente tre prove scritte che si esauriscono in un’ora. Ci sono una prova di ascolto, una prova di comprensione del testo, e una prova di interazione scritta che simula un dialogo. La difficoltà è commisurata al livello A2 del quadro comune di riferimento europeo, che equivale al sapere maneggiare la lingua in situazioni di dialogo ordinario".Un tema delicato è quello degli organici per lo svolgimento di corsi ed esami, che hanno subito tagli pesanti legati alla finanziaria. "L’anno scorso – ci spiega sempre Davide Chiappelli – c’è stata una forte riduzione d’organico, su parametri decisi a livello regionale. Nonostante questo ci siamo attrezzati per potere garantire risposte il più possibile ampie. Rispetto a un anno fa, però, abbiamo delle liste d’attesa. La nostra speranza è che quest’anno l’organico possa tornare ad essere quello ordinario. Anche in virtù del fatto che i percorsi della prefettura, del ministero degli Interni, richiedono questa formazione."A sottolineare l’entità dei tagli subiti a Modena dal Centro territoriale permanente è l’assessore all’istruzione del Comune di Modena, Adriana Querzè: ""Si è trattato di una riduzione pesante, a Modena il centro ha avuto una decurtazione del 60% degli organici. Ciò ha reso complicato soddisfare anche le normali domande di formazione degli stranieri. E ancor più difficile la gestione di questi esami di ultima introduzione".Secondo Querzé il provvedimento voluto da Maroni è un altro ostacolo sul cammino degli stranieri verso la "regolarità". "Avere come requisito i 5 anni, i diecimila euro lordi di guadagno, il lavoro, la casa, e a questo aggiungere anche il superamento del test, non farà altro che allungare per questioni prettamente amministrative, i tempi di rilascio del permesso di soggiorno prolungato. Che già sono molto lunghi".Di sicuro, per agevolare l’ottenimento del certificato che attesta la padronanza della lingua, sarebbe necessario stanziare risorse per l’istruzione dedicata agli stranieri. I Ctp consentono infatti, a chi si iscrive ai corsi scolastici, di ottenere la licenza media, traguardo che esonera dal test di lingua. E che permette, inoltre, un migliore inserimento lavorativo.

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