Iris, il vescovo solidale con i lavoratori


Telereggio 2009 REGGIO EMILIA, 16 GEN. 2009 – Condivide lo smarrimento delle famiglie ed esprime amarezza e disappunto per il modo unilaterale con cui la chiusura degli stabilimenti è stata decisa. Parole accorate e severe, quelle del vescovo Adriano Caprioli, sulla vicenda di Iris ceramiche, il cui titolare Romano Minozzi ha deciso la liquidazione della società, col rischio di mandare in fumo più di 750 posti di lavoro. Alla vigilia dello sciopero di quattro ore nei tre stabilimenti del gruppo, a Fiorano, Sassuolo e Viano, che riguarderà anche i due stabilimenti di Graniti Fiandre e Ariostea, dello stesso proprietario, ma non coinvolte nel progetto di ridimensionamento delle attività. La mobilitazione è indetta dai sindacati dei ceramisti e si concluderà con un presidio davanti alla sede centrale di Iris, a Fiorano. Il vescovo esprime solidarietà e vicinanza alle famiglie che nelle ultime settimane hanno sperimentato i drammatici effetti della crisi recessiva in atto. Il vescovo ha parole di condanna di un sistema economico che – dice – rende il futuro di numerosi lavortaori indefinitamente e inaccettabilmente precario, non supportato da una legislazione che valorizzi la flessibilità accompagnandola con previsti dispositivi di reinserimento occupazionale. Il vescovo comprende le preoccupazioni della comunità parrocchiale di Viano per gli 80 posti di lavoro a rischio nello stabilimento Eiffelgres e in tutti gli altri nelle sedi di Fiorano e Sassuolo, senza nessun preavviso. Monsignor Caprioli auspica che tutte le parti in causa proseguano il confronto sulla vertenza con sano realismo e rinnovato senso di responsabilità. Intanto il sindacato non esclude di andare a uno sciopero generale nell’intero comparto ceramico.

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