Iride più Enia, fusione tra le sabbie mobili


21 APR. 2009 – Nuovi ostacoli si frappongono al processo di fusione delle due multiutility del nordovest, Iride ed Enia. Il Consiglio comunale di Torino ieri non ha votato due emendamenti che riguardano il progetto di unione. Non è passata la clausola della quota minima del 51% da affidare alla mano pubblica e da inserire nello statuto della newco. Una posizione condivisa dai gruppi di sinistra e dall’Italia dei Valori: "Il 51% deve essere elemento vincolante e non propositivo – ha sottolineato Raffaele Petrarulo (Idv) – ed è essenziale per determinare il controllo delle reti pubbliche". L’altra richiesta non approvata a Torino è quella relativa alla maggiore facilità nello scioglimento della holding che controlla Iride (Fsu, una finanziaria partecipata in maniera uguale da Torino e Genova).A Torino, insomma, si cincischia. Tutto è rimandato al consiglio comunale di lunedì prossimo, mentre venerdì si riunirà di nuovo la commissione Bilancio per analizzare le ultime novità sulla fusione. Lunedì è anche il giorno in cui a Genova, sempre in sede di consiglio comunale, si vota la proposta del sindaco Marta Vincenzi sulla clausola del 51% pubblico. Resta da vedere se questo emendamento verrà votato in tempo anche dai piemontesi, che in più devono decidersi anche sullo scioglimento facilitato di Fsu.Intanto a Reggio Emilia il sindaco Delrio (che è anche il rappresentante del patto di sindacato tra i soci pubblici emiliani) ha fatto da paciere tra le due città in attrito. "Siamo abituati, nella vicenda Iride-Enia – ha detto rivolgendosi alla Vincenzi -, a far prevalere l’importanza del progetto industriale rispetto ai vari distinguo". Delrio ha così invitato a non perdere tempo. "E’ tempo di procedere responsabilmente alla fusione e non è possibile chiedere ai consigli comunali emiliani di riesaminare lo statuto in pochi giorni. Un formale impegno a modificare lo statuto in questa direzione potrà quindi essere assunto nell’assemblea dei soci". Una modalità che è stata accolta con favore dal sindaco di Genova: "Un impegno formale a modificare lo statuto introducendo la maggioranza pubblica del 51% nell’assemblea dei soci è una garanzia", ha sottolineato Marta Vincenzi aggiungendo che porterà tale impegno "nella seduta consiliare di venerdì prossimo e nel consiglio comunale di lunedì 27 aprile".Gli inceppamenti al processo di fusione tra Iride e Enia, dal quale era stata esclusa l’azienda di servizi bolognese Hera, hanno rallegrato il sindaco di Bologna Cofferati che ha recitato la parte dell’uccello del malaugurio: "L’accordo mi pare sia finito nelle sabbie mobili e credo che difficilmente potranno uscirne".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet