Iride più Enia. A Genova applaudono i sindacati, a Torino giunta bloccata


25 APR.2009 – I sindacati genovesi hanno espresso un giudizio positivo sulla scelta compiuta dall’amministrazione comunale genovese e dalla dirigenza di Iride per la fusione con Enia. Grazie alle "positive premesse", dicono Cgil Cisl e Uil, c’è "la possibilità concreta di poter coniugare la difesa occupazionale, quella del valore della società, i giusti equilibri tra sviluppo e salvaguardia ambientale nonché i possibili ritorni positivi per i cittadini".Corrado Cavanna (Cgil), Antonio Graniero (Cisl) e Alba Lizzambri (Uil), spiegano in una nota che il giudizio è stato espresso dopo l’incontro che si è svolto ieri con il sindaco Marta Vincenzi. "Il sindaco ha confermato, come peraltro richiesto dai sindacati, che il processo di fusione procederà garantendo, attraverso lo Statuto, il controllo pubblico maggioritario pari al 51% della società nonché la definizione della ‘governance’ della società tale da confermare l’importanza del ruolo della nostra città in tale processo".Il rafforzamento industriale del ruolo di Iride "va sostanziato all’interno di un piano industriale che a valle della fusione ne confermi vocazioni e prospettive – hanno affermato Cgil, Cisl e Uil -. Questo anche in riferimento alla salvaguardia della proprietà pubblica delle reti".I sindacati affermano che "il sindaco di Genova ha condiviso la necessità che le dinamiche del processo di fusione siano contenute all’interno di un accordo sindacale generale e del conseguente piano industriale, capaci di valorizzare le esperienze fin qui compiute di salvaguardia del valore dalla cosa pubblica, di crescita industriale, di attenzione alle esigenze ed ai diritti dei lavoratori attraverso la salvaguardia occupazionale quanti-qualitativa, nonché di tutela dei cittadini attraverso processi di contenimento delle tariffe".SITUAZIONE INGARBUGLIATA A TORINO Sempre ieri, ma a Torino, l’unione tra Iride ed Enia era al centro della discussione nella riunione della giunta comunale. Gli assessori di Chiamparino erano chiamati a mettere a punto la delibera da sottoporre al Consiglio comunale di lunedì e che approva la fusione di Iride ed Enia, l’operazione destinata a dare vita alla terza multiutility italiana. Ma il documento non è stato “liberato per l’aula”. Dopo la riunione della commissione Bilancio e della conferenza dei capigruppo, l’approdo del documento si è ingarbugliato sulla definizione dell’emendamento che fissa almeno al 51% la partecipazione pubblica nell’azionariato della nuova società. La giornata decisiva sarà, quindi, lunedì, quando la conferenza dei capigruppo si riunirà prima della seduta del consiglio."Il lungo elenco di attività previste dall’articolo 4 del nuovo Statuto – afferma Luca Cassano, capogruppo del Prc, che ha votato contro la liberazione della delibera per l’aula – ci consegnerebbe una realtà in cui i consigli comunali non sarebbero più chiamati a decidere sui servizi pubblici erogati, scelte – dice cassano – che verrebbero operate da una società quotata in Borsa il cui scopo prioritario è quello di distribuire utili e dividendi ai propri azionisti".

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