Iride-Enia, Delrio: “La fusione prima di tutto”


REGGIO EMILIA, 20 APR. 2009 – "Siamo abituati, nella vicenda Iride-Enia, a far prevalere l’importanza del progetto industriale rispetto ai vari distinguo". Così il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio, che è anche il rappresentante del patto di sindacato tra i soci pubblici emiliani, risponde al sindaco di Genova Marta Vincenzi che ha chiesto che nello statuto della nuova società che nascerà dalla fusione tra Iride ed Enia ci sia la clausola del 51% in mano pubblica.Delrio, dopo aver osservato che "nella costituenda multiutility, Enia ha un peso equivalente a quello del territorio genovese", ricorda ancora che "lo statuto della newco Iride-Enia, nella sua attuale formulazione e insieme ai vari allegati, è stato siglato dai sindaci dei cinque capoluoghi di riferimento lo scorso 7 febbraio a Bologna. E’ del tutto legittimo che si riproponga il problema della maggioranza pubblica del 51% nello statuto, problema che i soci Enia avevano già sollevato. Ma adesso – precisa ancora Delrio – è il tempo di procedere responsabilmente alla fusione e non è possibile chiedere ai consigli comunali emiliani di riesaminare lo statuto in pochi giorni. Un formale impegno a modificare lo statuto in questa direzione potrà quindi essere assunto nell’assemblea dei soci".Intanto a Torino è stato indetto e poi annullato un Consiglio comunale straordinario proprio per esaminare l’emendamento con cui il Comune di Genova intende fissare al 51% la quota della partecipazione pubblica nella nuova società. La riunione doveva tenersi venerdì prossimo, a quattro giorni dall’assemblea degli azionisti chiamata martedì ad approvare l’operazione di fusione, ma sarà sostituita da un incontro della commissione Bilancio. Il Consiglio comunale, invece, discuterà dell’operazione che darà vita alla terza multiutility italiana dopo 2A e Acea nella riunione di lunedì 27 aprile.

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