Iren svolta a destra sulla via Emilia


REGGIO EMILIA, 13 AGO. 2010 – In vista dell’assemblea i soci hanno reso noti i nomi dei candidati, con la presentazione di tre liste. La più lunga è quella concordata dai soci pubblici, prima riuniti in Enia e Iride, che rappresentano il 59,6 % delle quote. Si tratta di 13 nomi, undici dei quali entreranno in CdA. Gli altri due sono riservati ai soci di minoranza, Cassa di Risparmio di Torino ed Equiter Spa che significa Banca Intesa San Paolo. La sorpresa più significativa arriva da Parma, con l’uscita dell’ex presidente Enia Andrea Allodi e la sua sostituzione, da parte del sindaco Vignali, con Luigi Giuseppe Villani, esponente di spicco del PDL emiliano, consigliere regionale dal 2000 e già vicepresidente dell’assemblea, nonchè consigliere comunale a Noceto di Parma con delega ai rapporti istituzionali.Cinquantacinque anni, medico, nato in Argentina da famiglia italiana, Villani è salito nel 1994 sul carro di Belusconi e da allora ci è rimasto. Non pare intenzionato a lasciare la carica di consigliere regionale, cumulando due stipendi coi fiocchi e sollevando già polemiche a Parma, prima ancora di essere eletto nel nuovo CdA. Sulla base degli accordi in Iren sarà lui con ogni probabilità ad assumere la carica di Vicepresidente, e trattandosi di uno dei quattro consiglieri espressi dalla vecchia Enia, non è escluso che le polemiche atterrino anche a Reggio. Dalla nostra città vanno in consiglio di amministrazione i confermati Andrea Viero, che sarà il direttore generale di Iren, e l’avvocato Ettore Rocchi, unico reggiano di origine nei tredici da eleggere. Presidente di Iren resterà il manager ligure di Savona Roberto Bazzano, già presidente di Iride.Altra sorpresa da Torino, l’ingresso per conto di Intesa San Paolo di Enrico Salza, ex presidente del consiglio di gestione della stessa banca. Ex perchè non fu rieletto, nella recente primavera, grazie ad un improvviso cambio di rotta del sindaco torinese Chiamparino. Il quale se lo vede rientrare ora dalla finestra dentro il CdA di Iren. Ogni sindaco, insomma, ha le sue gatte da pelare. Ma anche ogni opposizione, come il PDL reggiano che sollevò più di un dubbio sulla fusione Enia Iride e che ora mette un suo uomo a governarla, o come il consigliere regionale Fabio Filippi, che disse in sala del tricolore: "Iren non sia usata per dare più soldi agli amministratori". Ora gli sarà facile sapere quanto intasca per la carica il suo capogruppo in regione.

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