Iren, ricavi a +17,3%


La multiutility Iren, attiva nelle province di Torino, Genova e in quelle dell’Emilia occidentale (Reggio Emilia, Parma e Piacenza) ha chiuso i primi 9 mesi dell’anno con ricavi in crescita del 17,3% a 2,61 miliardi di euro. Lo si legge in una nota in cui viene indicato un utile netto in rialzo del 42,3% a 179,5 milioni di euro ed un margine operativo lordo in progresso dell’11,3% a 622,2 milioni. In calo di “circa 79 milioni di euro” l’indebitamento netto, sceso a 2,37 miliardi, mentre sono saliti del 28% a 200,2 milioni gli investimenti tecnici lordi. Iren prevede di raggiungere un Margine operativo lordo di 950 milioni di euro nel 2022, in crescita di circa 170 milioni rispetto al dato del 2016, derivante per oltre il 70% da attività regolate. E’ quanto si prevede nel piano industriale che il Gruppo che opera nelle province di Torino, Genova, Piacenza, Parma e Reggio Emilia presenterà agli analisti finanziari nella mattinata. Iren stima sinergie industriali aggiuntive per circa 80 milioni rispetto ai 50 già realizzati nel biennio 2015-2016, un utile in crescita di 50 milioni a “circa 260 milioni” e investimenti cumulati “per circa 2,5 miliardi di euro”. Il debito è previsto in calo di 300 milioni, mentre il dividendo è destinato a salire del 10% annuo, a fronte del +8% del precedente piano.

Il Cda di Iren proporrà la distribuzione di un dividendo di 7 centesimi per il 2017, che costituisce la base per una “crescita annua del 10% fino al 2021”, come previsto nel piano industriale. E’ quanto ha detto agli analisti finanziari l’amministratore delegato Massimiliano Bianco. Rispetto al dividendo distribuito nel 2016 il rialzo della cedola sul 2017 è “superiore al 10%”, ha commentato Bianco.

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