Iren in Edipowertoccata e fuga


© Telereggio24 OTT. 2012 – L’avventura di Edison durò più di 6 anni; quella di Edipower dopo 5 mesi è già finita. Risale infatti appena al 24 maggio scorso l’acquisizione del controllo del secondo produttore nazionale di energia elettrica da parte di Iren e del gruppo lombardo A2A. L’operazione era apparsa fin dall’inizio ricca di incognite, ma fu salutata con entusiasmo dagli azionisti pubblici di Iren. Il sindaco di Reggio Graziano Delrio parlò di Edipower come di un “campione nazionale”. E ancora poche settimane fa a Festareggio aveva caldeggiato l’idea di una “grande Edipower” in alternativa ad Enel.Tutto dimenticato. Uscita da Edison con le ossa rotte e con 136 milioni di euro di minusvalenze, ora Iren sta per uscire anche da Edipower, di cui aveva assunto il controllo congiunto proprio in occasione del disimpegno da Edison. Dunque Iren vuole cedere ad A2A il suo pacchetto di azioni, pari al 21% del capitale. In cambio di cosa? A Iren interessano due impianti di Edipower: la centrale idroelettrica di Tusciano, in provincia di Salerno, e la centrale termoelettrica di Turbigo, in provincia di Milano. Due impianti che, secondo una perizia, valgono 300 milioni di euro: giusto il 21% del valore attribuito a Edipower (1,45 miliardi di euro).E’ presto per valutare gli effetti dell’operazione sui conti di Iren. Naturalmente, molto dipenderà dagli accordi con A2A. Ma non va dimenticato che Iren possedeva già da alcuni anni il 10% di Edipower e che nel bilancio 2011 questa partecipazione era stata svalutata di 81 milioni di euro.

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