Internet e PMI: le sfide della Open Generation


BOLOGNA, 19 MAG. 2011 – Secondo molte ricerche, le piccole e medie imprese che usano internet attivamente crescono più in fretta, raggiungono una clientela più internazionale, assumono più personale e sono più produttive rispetto alle aziende non attive sul web. Per via di internet, le informazioni sono oggi a disposizione di tutti in tempi sempre più brevi e un mondo in cui l’informazione circola più velocemente è un mondo diverso. Un mondo con mille opportunità in più.Mentre la Closed Economy mirava a tenere idee e innovazioni chiuse, con la Open Economy, le informazioni circolano, le aziende possono condividerle e collaborare per fare innovazione in rete. Un tessuto di micro e piccole imprese competenti e connesse, potrebbe essere l’unica arma per competere in un mondo che viaggia alla velocità della luce. Ci sono dunque significative opportunità per la crescita quelle imprese che sapranno spostarsi on line e creare offerta utilizzando gli strumenti messi a disposizione dal web per sviluppare il proprio business ed avere respiro internazionale. Mobile commerce, applicazioni per più piattaforme e georeferenziazione diventeranno una priorità. E’ un’intera generazione del digitale che si muove velocemente, produce e scambia contenuti, dati, informazioni, creando così opportunità di acquisirle velocemente, scambiarle. Accesso, apertura, trasparenza e collaborazione, le parole chiave che hanno portato ad approcci rivoluzionari vincenti. La condivisione delle conoscenze, l’infrastrutturazione di modelli collaborativi, la promozione dell’intelligenza collettiva, potrebbero costituire il nuovo paradigma attraverso il quale far ripartire il Paese e un’intera nuova generazione, l’Open Generation.Di tutto questo si parlerà nel corso di "Open Generation, L’identità della nuova generazione", l’iniziativa promossa dai Giovani imprenditori e dalle imprese della Comunicazione CNA lunedì 23 maggio presso la Sala stampa dell’Autodromo di Imola (Via F.lli Rosselli 2) alle ore 10. Si tenterà di capire con quali modalità si muove l’Open Generation; quali sono e possono essere i vantaggi ed anche i rischi di un quadro dove più accesso equivale a più opportunità. Ne discuteranno: Tito Boeri Docente Università Bocconi e Direttore scientifico Fondazione Rodolfo Debenedetti; Frieda Brioschi, Presidente Wikimedia Italia; Riccardo Luna, Direttore rivista Wired; Stefano Costa, Open Knowledge Foundation, e Raimondo Iemma, Fondazione Rosselli.

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