Intermodalità fa rima con competitività


BOLOGNA, 2 MAR. 2011 – Con l’allargamento dei commerci nazionali ed internazionali, il trasporto intermodale diventa un elemento centrale dello sviluppo economico italiano e uno dei fattori che può maggiormente contribuire a rendere competitivo il nostro paese. La vera sfida è ormai saper intercettare flussi di traffico merci che, avendo come partenza o destinazione l’Europa, siano attratti dalla competitività dei servizi logistici delle regioni piuttosto che da quelli offerti da altri Paesi europei. L’Emilia Romagna, per la sua collocazione geografica, si trova ad occupare un posto di importanza strategica nell’ambito della mobilità delle merci. Interessata da rilevanti infrastrutture viarie, portuali ed aeroportuali, che la pongono in collegamento con il resto d’Europa e del Mediterraneo, la nostra regione deve sapersi candidare a cogliere tutte le opportunità che le derivano da questa posizione privilegiata. “Per ciò che riguarda la mobilità delle merci – spiega Cinzia Franchini, titolare di una impresa di trasporti e presidente CNA-FITA Emilia-Romagna, che associa 8.040 imprese di autotrasporto in regione –  il nostro è un Paese che sconta ancora notevoli svantaggi; le profonde trasformazioni che riguardano i commerci internazionali ne mettono ancor più in evidenza i ritardi. Abbiamo la rete infrastrutturale più vecchia d’Europa, una velocità commerciale media inferiore del 10% rispetto a Francia e Germania. Se si penalizza il trasporto delle merci, si penalizza, conseguentemente, l’intero sistema delle imprese, abbassandone la competitività”. Oltre alla congestione della viabilità, grava sul trasporto su gomma anche l’insufficiente sviluppo della catena logistica del nostro Paese. Il trasporto intermodale, quello cioè realizzato con l’ausilio di una combinazione di mezzi diversi, rappresenta una risposta flessibile alla necessità di efficientare la movimentazione delle merci. “Le imprese di trasporto sono fra i soggetti più interessati ad un reale processo di modernizzazione della logistica– prosegue Cinzia Franchini-  e proprio per questo non vogliono correre il rischio di chiudere per le inefficienze del sistema; a nostro parere occorre saper cogliere fino in fondo i vantaggi derivanti dal trovarsi in posizione baricentrica rispetto al Paese ed al Mediterraneo”.Su questi temi CNA-FITA Emilia Romagna ha voluto creare un’occasione di confronto sulle principali problematiche inerenti il trasporto intermodale. Partendo da una valutazione del nuovo Piano Nazionale della Logistica, l’Associazione degli autotrasportatori CNA, intende affrontare contestualmente alcune fra le più importanti realizzazioni e progetti che riguardano il nostro territorio: lo scalo merci di Villa Selva, il progetto di Piattaforma Logistica del Freddo di Cesena, le integrazioni con il Porto di Ravenna, l’assetto degli scali aeroportuali dell’area romagnola. Se ne parlerà nel corso della tavola rotonda promossa da CNA-FITA dal titolo “Trasporto intermodale. Viaggio nell’Europa che cambia” che si terrà sabato 5 marzo p.v. alle ore 9.30 presso Cesena Fiera. I lavori saranno introdotti e coordinati da Paolo Li Donni, direttore del Corriere dei Trasporti. Parteciperanno Cinzia Franchini, il sindaco di Cesena Paolo Lucchi, il sindaco di Forlimpopoli Paolo Zoffoli e Gino Maioli, presidente FER.

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