Intercettazione Fassino-Consorte, condannato Favata


10 GIU. 2011 – Aveva soffiato una delle intercettazione telefoniche più famose del periodo di scandali con protagonisti i cosiddetti "furbetti del quartieri". Fabrizio Favata è stato oggi condannato a due anni e quattro mesi di reclusione. Il nastro che passò alla famiglia Berlusconi conteneva la telefonata in cui Piero Fassino diceva a Giovanni Consorte "abbiamo una banda’, che venne poi pubblicata su ‘Il Giornale’, ai tempi dell’inchiesta sulla tentata scalata di Unipol a Bnl.La condanna è stata decisa dal gup di Milano Stefania Donadeo nel processo con rito abbreviato. Il giudice ha anche accolto i patteggiamenti di altri due imputati, Roberto Raffaelli e Eugenio Petessi, rispettivamente a un anno e otto mesi e a un anno e quattro mesi.Favata dovrà risarcire all’ex segretario dei Ds 40mila euro. Fassino si è costituito parte civile nel processo a carico di Favata ed è anche parte civile in quello, con rito ordinario, a carico di Paolo Berlusconi, editore de ‘Il Giornale’ che pubblicò l’intercettazione il 31 dicembre 2005, che comincerà il prossimo 4 ottobre.Carlo Federico Grosso, avvocato di Piero Fassino, nell’atto di costituzione di parte civile ha spiegato che l’allora segretario dei Ds, per la pubblicazione di quell’intercettazione, subì un danno di immagine ma anche ‘politico’. La ormai celebre conversazione telefonica con l’allora presidente di Unipol Consorte venne pubblicata da Il Giornale il 31 dicembre 2005, mentre doveva rimanere secretata negli atti delle indagini ancora in corso sulla tentata scalata.L’uscita sul quotidiano della telefonata provocò, come ha spiegato l’avvocato Grosso, problemi per Fassino all’interno del suo stesso partito. E suscitò numerose polemiche politiche tra i diversi schieramenti. Fassino è parte civile anche nel processo a Paolo Berlusconi, imputato per la stessa vicenda, che comincerà il prossimo 4 ottobre a Milano.

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