Integratori alimentari a prova di crisi


© Telereggio1 APR. 2009 – La vendita degli integratori costituisce il 5% dell’introito totale delle farmacie italiane. E la nostra città non fa differenza. Gli acquirenti reggiani di questi prodotti crescono del 10% ogni anno. E ancora: il 20% di loro ne fa un uso continuativo. Insomma, è un mercato che non conosce crisi. Tanto che da tempo, ormai, qualsiasi farmacia di media grandezza dispone di un reparto dedicato. Il panorama è vastissimo, almeno 8mila voci diverse suddivise in varie categorie: dai multivitaminici – i vecchi ricostituenti -, da sempre in vetta alla classifica dei ‘più venduti’, ai prodotti dimagranti; dai fermenti lattici agli integratori di omega 3. Parliamo di prodotti non pericolosi e proprio per questo liberamente acquistabili. Ma non indispensabili. Gli integratori infatti contengono sostanze che possiamo assumere a sufficienza con un’alimentazione corretta. Non sempre, però, questra alimentazione equilibrata è possibile, come nel caso di anziani non autosufficienti, bimbi inappetenti o persone in condizioni di particolare stress. Succede allora che sia il medico stesso a prescrivere l’uso di integratori, il cui costo non è proprio economico. Ma va ricordato che non si tratta di farmaci, sostitutivi di terapie. C’è un altro rischio: una persona su tre adotta il metodo self service. Sceglie da sè il prodotto da assumere acquistandolo in farmacia, parafarmacia, al supermercato o magari su internet.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet