Insider trading, prosciolti Consorte e Sacchetti


BOLOGNA, 13 GIU. 2011 – Gli ex vertici Unipol Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti sono stati prosciolti dall’accusa di insider trading, perché il fatto non sussiste. Lo ha stabilito il Gup di Bologna Andrea Santucci, dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato la condanna a sei mesi per insider trading pronunciata a Milano, disponendo la trasmissione degli atti alla Procura del capoluogo emiliano, accogliendo la tesi della difesa sull’incompetenza della Procura lombarda. A Milano i due manager erano stati condannati sia in primo che in secondo grado, per la vicenda del riacquisto delle obbligazioni della compagnia assicurativa bolognese del febbraio 2002. Il procedimento era nato da una informativa della Consob inviata alle Procure di Milano e Brescia a fine 2003. La nuova richiesta di rinvio a giudizio, che aveva portato davanti al Gip, era dei Pm bolognesi Enrico Cieri e Antonello Gustapane. Secondo loro Consorte, all’epoca presidente e amministratore delegato di Unipol e di Finsoe (principale azionista di Unipol), e Sacchetti, ex vice presidente e amministratore delegato delle stesse società, avevano commesso il reato di "abuso di informazioni privilegiate". "Vi è stato un proscioglimento perché il fatto non sussiste, sia per Consorte che per Sacchetti – ha spiegato il loro difensore, prof.Filippo Sgubbi – Le motivazioni non le conosco ancora, ma immagino che il giudice abbia rilevato quello che per la verità abbiamo sempre sostenuto, cioé che al momento dell’acquisto di quelle obbligazioni non c’era ancora nessuna notizia, perché il consiglio di amministrazione aveva deliberato soltanto dopo. Quindi nessuna ipotesi di insider trading perché la notizia, ossia l’informazione privilegiata, non si era ancora formata".I due manager, secondo la richiesta di rinvio a giudizio dei Pm bolognesi che avevano identificato la Consob come parte offesa, "in possesso di informazioni privilegiate relativamente all’estinzione del prestito obbligazionario Unipol 2000-2005, 2,25%, e del prestito obbligazionario Unipol 2000-2005, 3,75%, avvalendosi di tali informazioni, di cui il pubblico non disponeva, acquistavano al Mot di Milano, per conto di Unipol spa in tempi diversi e per il tramite dell’intermediario finale Cofimo sim, obbligazioni delle suddette emissioni per un controvalore complessivo pari a euro 48.001.324,57"."Informazione privilegiata costituita dalla conoscenza – prosegue la Consob – sin dalla fine del 2001 (allorquando venivano approvati gli obiettivi del budget 2002) della decisione, da loro stessi assunta (sebbene poi formalizzata – come d’obbligo – dal Consiglio di amministrazione di Unipol spa), di procedere all’estinzione in via anticipata dei prestiti obbligazionari; informazione di contenuto determinato e concernente strumenti finanziari quotati al Mot; informazione non in possesso del pubblico, che ne veniva a conoscenza solo in data 28.2.2002 (data del comunicato) nonché idonea, se resa pubblica, ad influenzare il prezzo delle obbligazioni oggetto di riacquisto".

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