Inquinamento da biomasse, i provvedimenti della Regione


BOLOGNA, 19 APR. 2012 – La Giunta regionale ha deciso che, nelle aree critiche per lo smog in Emilia-Romagna (all’incirca tutta la pianura tranne che nel Ferrarese), le centrali elettriche a biomasse potranno essere realizzate solo a ‘saldo zero’ di emissioni Pm10 e NO2. La delibera, fa sapere oggi la Giunta regionale, è stata approvata nei giorni scorsi e fa parte del più ampio pacchetto di misure con cui la Regione ha cominciato a regolare la produzione di energia da fonti rinnovabili, al centro di una forte espansione negli ultimi anni."Il nostro obiettivo – spiega l’assessore regionale all’ambiente Sabrina Freda – è promuovere una crescita il più possibile virtuosa di queste tecnologie, valorizzandone gli aspetti indubbiamente positivi rispetto al problema dei gas serra e correggendone invece le distorsioni o ripercussioni negative che possono avere a livello locale sulla qualità dell’aria o sul territorio".Per le biomasse, che a parità di produzione elettrica riducono l’anidride carbonica ma inquinano con polveri sottili e ossidi di azoto, inoltre la Regione "punta a promuovere l’adozione delle migliori tecnologie esistenti – precisa l’assessore – a valorizzare la filiera corta entro i 70 km e a valutare l’effetto cumulo che può derivare dalla concentrazione di più impianti sul territorio".La delibera regionale interessa gli impianti a biomasse di potenza termica superiore a 250 kwt e precisa che nelle aree critiche per Pm10 e NO2 potranno essere installate nuove centrali di produzione solo in due casi: se sostituiranno vecchi impianti o se saranno affiancati da interventi in grado da garantire la contestuale riduzione di inquinamento con impianti di cogenerazione e trigenerazione, utilizzo del calore, teleriscaldamento, efficienza energetica, piste ciclo-pedonali. Si calcolerà dunque il ‘computo emissivo’ considerando le emissioni del nuovo impianto, comprese quelle prodotte dal trasporto delle materie da bruciare e di quelle ‘spente’ o ridotte e se il risultato sarà pari o inferiore a zero l’impianto potrà essere realizzato.Per le aree in cui i parametri di qualità dell’aria sono rispettati – Appennino, Ferrarese (escluso il capoluogo) e due zone della costa romagnola – la delibera regionale prevede una valutazione preliminare sul cumulo degli impatti generati da più impianti.Il calcolo delle emissioni – sia il ‘computo emissivo’ che la valutazione preliminare – potrà essere fatto on line attraverso due diversi strumenti informatici di Arpa, all’indirizzo: www.biomasse-emissionizero.emilia-romagna.it. Qui c’è la zonizzazione del territorio regionale, l’inventario delle emissioni inquinanti, i fattori di emissione per il trasporto delle biomasse, il software e la modulistica per il calcolo delle emissioni.Questa delibera è in applicazione del provvedimento che, approvato nel luglio 2011 dall’Assemblea legislativa, fornisce un quadro della materia, regolando le aree per l’installazione dei vari impianti di energia da fonti rinnovabili. Per gli impianti a biogas sono state emanate due delibere contro l’emissione di odori e di inquinanti e, già nel 2010, è stata limitata l’installazione di impianti fotovoltaici a terra, puntando a ridurre il consumo di suolo agricolo.La delibera sulle biomasse – in vista dell’anticipazione a giugno dell’accordo biennale antismog tra Regione ed Enti locali, di norma firmato in ottobre – prefigura quell’approccio sistemico alla materia annunciato con il primo Piano regionale per la qualità dell’aria, in corso di stesura. Con il piano infatti, oltre ai picchi di inquinamento al centro dell’accordo biennale, si intende affrontare il problema nel medio-lungo periodo e in modo strutturale, indicando le azioni antismog non solo sul traffico veicolare, ma considerando le diverse fonti di inquinamento e l’impatto cumulativo.

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