Innovazione e nuovi mercati: la Regione sostiene la crescita


BOLOGNA, 17 MAG. 2012 – Tre azioni messe in campo dalla Regione Emilia-Romagna per premiare chi investe in innovazione di processo, di prodotto e di mercati nonostante le difficoltà del momento. L’assessore Gian Carlo Muzzarelli ha voluto dare così "un segnale per gli investimenti e per puntare a superare la recessione, che è reale, ma in Emilia-Romagna così il bicchiere è mezzo pieno", perché la Regione sostiene i cambiamenti necessari alle difficili sfide attuali. La misura più consistente sta dando frutti ora: la prossima settimana cominceranno a lavorare 450 persone – molti giovani e donne -, grazie ai 400 progetti del ‘Bando innovazione tecnologica-reti 2011’ e ai 29,5 milioni di fondi regionali che hanno innescato quasi 130 milioni di investimenti per le pmi. Altre mille persone circa – un terzo ricercatori o impegnati nei comparti Ricerca e Sviluppo – sono stimate al lavoro nei prossimi mesi grazie all’impegno della Regione, che punta ad aumentare i 10 milioni del bando per la ricerca industriale pubblicato nel marzo scorso: sono state presentate infatti oltre 100 domande per più di 200 milioni di investimenti attivabili. Per lo Start Up di imprese innovative, si punta poi a sostenere i giovani di Università e centri di ricerca che scommettono di farcela con una propria azienda: stanziati per ora 2,5 milioni sul nuovo bando che, aperto tutto l’anno, è da monitorare perché la Giunta potrebbe decidere di investirvi di più. La Regione premia così la subfornitura che si mette in rete e ‘fa sistema’ per competere verso fuori: "Qui – ha detto l’assessore – si premiano le imprese dell’Emilia-Romagna e il lavoro". E si premia la ricerca industriale: "L’assunzione di ricercatori e laureati è precondizione del bando di marzo che intendiamo sostenere ancora". Senza dimenticare chi comincia ora e non deve trovarsi da solo nelle secche: "Il precedente bando per le Start Up innovative si è appena chiuso con 200 posti di lavoro in cento imprese, così ne apriamo subito un altro. C’é ancora gente, nonostante le difficoltà, che vuole mettersi in gioco per il futuro: la Regione li premia". Molte delle piattaforme economiche fondamentali dell’Emilia-Romagna vanno bene, ha precisato poi Muzzarelli, ma non tutte e servirebbero azioni importanti, come gli Eurobond capaci di muovere restauri e sicurezza del suolo (quindi settore costruzioni), ma ci vorrebbe anche un piano energetico nazionale che punti sulle rinnovabili. Oltre all’edilizia, ha spiegato, "meccanica e materiali, tranne le due ruote, tengono e, anzi, il packaging va bene; l’agroalimentare va bene e, mai come prima, apre mercati di sbocco; le scienze della vita vanno bene, con i distretti di Budrio e Mirandola; Ict e design vanno bene al punto che le tecnologie cambiano già prodotti e processi; energia e ambiente va bene, ma il Governo – ha obiettato – deve rafforzare le rinnovabili, deve realizzare il 5/o Conto Energia e deve ascoltare le Regioni. Nel comparto lavorano migliaia di persone, molti giovani e laureati. Non è un caso se ieri la Germania ha bocciato la riduzione degli incentivi".

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