Inizio di scuola e di proteste


BOLOGNA, 8 SET. 2009 – L’appuntamento è per il 15 settembre. Tra poco meno di una settimana le vacanze degli studenti emiliano-romagnoli finiranno e per loro sarà nuovamente tempo di uscire presto la mattina con lo zaino in spalla. Quest’anno però il loro primo giorno di scuola sarà diverso dagli altri, perchè molti genitori e insegnanti hanno deciso di incontrarsi davanti al cancello degli istituti di tutta la Regione e di non entrare in classe. Perchè quella che comincerà sarà una scuola più precaria e meno qualificata.Anche il governatore dell’Emilia-Romagna Vasco Errani, intervenendo ieri sera alla Festa del Pd di Bologna, ha sposato la forma di protesta invocata qualche giorno fa per dire no ai tagli alla scuola decisi dal Governo e denunciarne i molteplici problemi, vecchi e nuovi. "Il 15 settembre – ha detto – il Partito Democratico manifesti davanti a tutte le scuole della Regione con genitori, docenti e studenti, per dire che il piano dei tagli degli insegnanti è inaccettabile. In Emilia-Romagna, nel 2009/10 avremo 10 mila studenti in più e 1637 insegnanti in meno. Questo è inaccettabile, come il problema dei precari che si cerca di scaricare sulle regioni".Il precariato è in effetti il primo della lunga serie di problemi di cui soffre oggi la scuola. Il brusco calo degli incarichi annuali previsto per quest’anno mette infatti nei guai molti insegnanti giovani e meno giovani. Per loro entrare di ruolo sta diventando un’impresa, dato che le assunzioni sono sempre più rare, i docenti che vanno in pensione non vengono sostituiti e le graduatorie continuano ad allungarsi. E con meno insegnanti disponibili, diventerà più difficile anche avvalersi delle ore di compresenza, pensate per arricchire e approfondire gli argomenti trattati. Per non parlare poi, dell’impossibilità di supplire le assenze e coprire le classi, che verranno smembrate o addirittura mandate a casa.Il fatto è, però, che le classi stanno diventando sempre più numerose. E oltre a questi problemi di organizzazione, ciò significa soprattutto una mancanza di sicurezza e di sostegno nei confronti dei portatori di handicap. I sindacati confederali della scuola bolognese e le associazioni dei disabili parlano di classi di oltre trenta alunni con uno o più disabili, ragazzi dislessici non più certificati come tali e insegnanti di sostegno precari. E si dicono disposti a presentare ricorsi ed esposti alla Procura "per tutelare il diritto costituzionale a studio, sicurezza e integrazione di ogni studente" e ad organizzare lunedì un presidio davanti all’Ufficio scolastico provinciale.Nel mirino di sindacati e associazioni, la "sistematica" violazione del limite di 25 alunni nelle classi dove c’é un disabile. "Una situazione diffusa nel bolognese – ha spiegato Sandra Soster, della Flc-Cgil -. Per esempio, in una classe terza dell’istituto Majorana di San Lazzaro con 31 alunni, c’é uno studente non vedente. Secondo il provveditorato, l’unica soluzione è ridurre la classe a 25 unità dirottando gli alunni in eccesso ad altri istituti". Una posizione al riguardo è stata presa anche dalla Provincia di Bologna. Palazzo Malvezzi si trova infatti a dover fare i conti con il taglio di 391 insegnanti e di 160 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata), la mancata apertura di 19 sezioni di scuola materna richieste nel territorio provinciale, 57 sezioni di scuola primaria a tempo pieno non autorizzate, la formazione di classi fino a 30-31 alunni nella scuola secondaria – anche in presenza di più alunni con certificazione per handicap – e con problemi di alfabetizzazione, accorpamento e soppressione di numerose classi di scuola superiore. Ieri il Consiglio ha quindi approvato un ordine del giorno in cui esprime una "forte preoccupazione per le difficoltà di tutta la scuola a garantire qualità e stabilità dei percorsi formativi e sostegno a tutti coloro che, fuori e dentro la scuola operano con iniziative per far fronte a questa difficile situazione", e chiede al Governo di rivedere gli organici assegnati alla scuola di Bologna e della Regione "al fine di rimediare le gravi carenze segnalate, che si presentano ancora più pesanti negli anni futuri in virtù dell’applicazione del Piano programmatico 2009-2011 e degli indirizzi di riforma della scuola superiore per il prossimo anno scolastico". A Reggio Emilia invece la protesta parte già da domenica, con un volantinaggio organizzato per l’ultimo giorno di apertura di FestaReggio. Poi, martedì 15, il presidio di inizio scuola si trasformerà in una fiaccolata che attraverserà la città dal Provveditorato a piazza Prampolini. Per quello che si annuncia un primo giorno di scuola piuttosto movimentato.

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