Inizia male la campagna del pomodoro: -10% di raccolto


PARMA 10 AGO. 2012 – Non bastava dovere fare i conti con margini di guadagno sempre più sottili. I produttori di pomodoro da industria ora devono affrontare anche il problema della siccità. La mancanza di precipitazioni e il grosso caldo prolungato stanno diminuendo la quantità di raccolto del cosiddetto oro rosso. Una prima stima sulla campagna 2012 indica una riduzione del 10% di pomodoro rispetto alle previsioni. Da considerare, poi, c’è il taglio del 7% delle colture presenti nel 2011, 4300 ettari in meno. Alla perdita di prodotto dovuta alla siccità la Regione risponderà chiedendo al governo il riconoscimento di ‘evento eccezionale’. "Speriamo venga accolta", ha detto l’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni questa mattina nel corso di una visita a due grosse ditte del parmense, la Copador e la Rodolfi Mansueto. Un tour organizzato dal Distretto del Pomodoro da Industria del Nord Italia."La raccolta, avviata una decina di giorni fa, ha per ora interessato circa il 20% della produzione – ha spiegato Rabboni – ma si possono fare due considerazioni: la prima è che il prodotto raccolto è di buona qualità, sia per il grado zuccherino sia per il colore. La seconda è che la produzione è calata, sia perché sono calate le superfici coltivate sia per effetto della siccità che delle altissime temperature di questa estate. Questo induce una riduzione dei prodotti e ciò probabilmente comporterà una perdita di prodotto".Il calo riguarda anche gli altri paesi produttori, come Cina e Spagna, ma anche il sud Italia, ed è per questo motivo che Rabboni si augura che venga "accolta dal governo la nostra richiesta di evento eccezionale. Noi stiamo definendo il dossier e chiuderemo l’iter di ricognizione su tutte le province il 27 agosto. Poi la palla passerà al governo. Il ministro sì è comunque già dichiarato favorevole".A sostenere il comparto c’è comunque il Distretto (al meeting di oggi c’era anche il presidente Pier Luigi Ferrari): "Anche se il prezzo del pomodoro è stato quest’anno fissato con un ribasso rispetto all’anno scorso – ha concluso Rabboni – questo ha dato certezza agli agricoltori del ricavo possibile da questa cultura". Un aiuto importante visto il momento di crisi.

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