Infrastrutture bocciate, Bologna resta a piedi?


BOLOGNA, 29 GEN. 2009 – Giornata nera, quella di ieri, per le infrastrutture bolognesi. Con un tempismo che ha dell’incredibile, nel giro di ventiquattro ore sono stati bocciati i tre principali progetti su cui l’Amministrazione locale puntava per rilanciare il trasporto cittadino. Si tratta del Passante nord, pensato per alleggerire il traffico della tangenziale, del Civis, il tram su gomma che avrebbe dovuto attraversare il centro storico,e della Metrotramvia. Tre soluzioni al perenne intasamento del nodo bolognese e all’elevato livello dell’inquinamento sotto le Due Torri, che adesso sarà molto più complicato realizzare.Per quanto riguarda il Passante autostradale a nord, il problema è l’affidamento diretto alla Società Autostrade. L’Unione europea ha espresso, per mezzo del presidente della commissione Trasporti Paolo Costa, un parer negativo sulla base della norma che prevede una gara d’appalto per ogni infrastruttura. Una disposizione che qui a Bologna si contava di aggirare considerando il passante come una variante dell’A1, ovvero di un’autostrada già esistente. Bruxelles non si è dimostrata però dello stesso parere, ma ha ritenuto necessario passare attraverso un bando internazionale. Una decisione che, secondo il candidato sindaco del Pd Flavio Delbono, "rischia di pregiudicare tempi e modalità dell’opera". Il sindaco Sergio Cofferati accusa il governo e soparttutto il ministro dei Trasporti Altero Matteoli, colpevole di non aver interceduto in sede comuntaria per il nodo di Bologna e da cui si aspetta ora "un atto formale sul commissario per riproporre la soluzione che lo stesso ministro ha dùsempre condiviso con la Regione, la Provincia e il Comune". Lo stesso Matteoli si è detto "sopreso" delle dichiarazioni di Costa e ha fatto sapere che la partita è ancora aperta.Direttamente da Roma, e più precisamente dal responsabile del dicastero dei Beni culturali Sandro Bondi, arriva invece lo stop alla realizzazione del Civis. Il progetto del filobus a guida ottica, avviato dalla giunta Guazzaloca e portato avanti da quella attuale, è stato infatti affossato da due commissioni ministeriali, che hanno messo sotto accusa la parziale copertura del pavimento in granito di Strada Maggiore. Oltre all’introduzione di "elementi incongrui", come le banchine di fermata, sotto accusa sono il mancato "inquadramento architettonico" e la mancata "comprensione degli spazi storici" dell’opera, concepita proprio per attraversare il cuore della città. L’assessore alla Mobilità Maurizio Zamboni precisa che il Comune era all’oscuro di questa valutazione e parla di strumentalizzazione politica degli organi tecnici. Tra le reazioni a questa decisione si registra anche quella del candidato sindaco Alfredo Cazzola, per il quale sul Civis "ci sono impegni a cui non ci si può sottrarre. Quello che resta è cambiare in parte il tracciato". C’è poi chi festeggia. Per esempio il presidente di Ascom Enrico Postacchini, felice "che qualche dubbio sul Civis sia venuto non solo a noi, ma anche a qualcunaltro". "Ora spero – prosegue Postacchini – che l’approfondimento venga fatto anche sui tratti di via San Vitale e via San Felice, perchè il passaggio del Civisgenera problemi simili in tutto il centro storico". Invece per Fabio Garagnani, deputato di Forza Italia, "di fronte a un progetto che minaccia l’integrità della città di Bologna, tutti i partiti e i comitati dei cittadini devono avere la massima unità". Ma anche Daniela Guerra, segretario provinciale dei Verdi di Bologna, ritiene necessaria "una pausa di riflessione e un ripensamento profondo sul problema della mobilità bolognese".E il mercoledì nero dei trasporti bolognesi ha registrato anche un rallentamento sul fronte della Metrotramvia. Nella seduta del Cipe di ieri si attendeva infatti l’ammisione ai finanziamenti per la prima e la seconda tratta, già approvate in sede tecnica, ma invece dei soldi è arrivato l’ennesimo rinvio. Prosegue dunque l’attesa per i 270 milioni di euro necessari al collegamento Fiera-Stazione e allo scavo del tunnel fino a Prati di Caprara. Ma, vista la sorte di Civis e Passante a nord, a palazzo d´Accursio ormai si teme il peggio.Berlusconi risponde a Errani, Cofferati e Draghetti: il governo si impegnerà a livello europeoIn serata il presidente del consiglio Berlusconi ha risposto alla lettera che oggi gli hanno inviato il presidente della regione Vasco Errani, il sindaco di Bologna Cofferati e la presidente della Provincia Beatrice Draghetti. Il presidente del consiglio – il testo della lettera è stato diffuso a Bologna – ringrazia gli enti locali della regione per aver attirato l’attenzione su un tema "la cui importanza mi è ben presente". "Su un piano generale, siete a conoscenza dell’assoluta priorità data da questo Governo e da me in particolare alla realizzazione di opere strategiche per il sistema dei trasporti nazionali – osserva Berlusconi – e tengo ad assicurarvi il mio pieno e personale sostegno alla realizzazione, nei tempi più rapidi possibili, anche del Passante Nord di Bologna".Anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, risponde ai tre amministratori locali con una lettera in cui afferma che “il Governo continuerà a sostenere, a livello comunitario, le motivazioni da cui si evince la coerenza dell’intervento alle direttive della Ue. Concordo – scrive ancora Matteoli – che non è questo il momento delle polemiche perché le esigenze strategiche del Governo sono in piena sintonia con quelle della Regione, della provincia e del Comune".In una nuova dichiarazione congiunta, il presidente della Regione Vasco Errani, la presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti e il sindaco Sergio Cofferati hanno espresso la loro soddisfazione per le lettere del presidente del Consiglio e del ministro delle Infrastrutture. "Sono un atto importante e positivo – hanno scritto – perché in esse si assume l’impegno ad azioni concrete per la realizzazione nei tempi più brevi possibile del Passante di Bologna, condividendo non solo il progetto ma anche le procedure utilizzate nel rispetto delle norme comunitarie, e riconfermando l’importanza dell’infrastruttura per Bologna e per l’intero Paese".

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