Infortuni sul lavoro, l’impegno della Regione


BOLOGNA, 23 NOV. 2011 – Calano, nel 2010, gli infortuni sul lavoro in Emilia-Romagna. Lo scorso anno la cifra complessiva – 105.993 casi denunciati contro i 107.647 del 2009 – ha fatto registrare una flessione dell’1,5%, lievemente inferiore all’1,9% nazionale e in linea con l’1,6% del Nord Est. In frenata, anche gli infortuni mortali, scesi del 5,4% dai 92 del 2009 agli 87 dello scorso anno. Numeri "comunque positivi", viene osservato dal direttore dell’Inail Emilia-Romagna, Alessandro Crisci ma non "troppo soddisfacenti". Lontani – ammonisce – da "quel che vorremmo, considerato che le ore di lavoro sono diminuite a causa della crisi".In crescita, poi, ci sono gli infortuni che coinvolgono lavoratori stranieri, aumentati dell’1,5%, passati dai 22.580 casi denunciati nel 2009 ai 22.918 nel 2010. Guardando alle singole nazionalità, i più colpiti risultano essere i lavoratori marocchini (4.385), i romeni (2.617), gli albanesi (2.386) e i tunisini (1.463).In termini assoluti il settore che ha riportato il maggior numero di infortuni è quello delle Costruzioni, con 8.720 casi denunciati (seppur in calo dell’11,9% sull’anno precedente), seguito dai Trasporti (7.715 casi), dalle Attività immobiliari e servizi alle imprese (6.461 casi) e dall’Industria dei metalli (4.944 casi).Nella lotta agli infortuni nel settore delle costruzioni, la prossima settimana, Inail e Regione Emilia-Romagna firmeranno un accordo per l’utilizzo di sistemi elettronici di rilevazione delle presenze nei cantieri edili (Repac) valevoli, in una ottica premiale, ai fini della riduzione del premio assicurativi e già testati in diversi cantieri tra cui quelli della Variante di Valico."Il progetto Repac – osserva a margine della presentazione dei dati dell’Inail, l’assessore regionale alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli – è uno strumento tecnico per aumentare la sicurezza e la legalità nei cantieri. Inoltre – aggiunge – è un alzare l’asticella della legalità nella nostra regione, dall’usura alla sfruttamento sul lavoro". Un modo, sottolinea ancora, "per valorizzare le imprese sane" quelle che possono offrire sviluppo e crescita al territorio. "Noi – chiosa Muzzarelli – abbiamo bisogno di fare le cose giuste: imprese sane e lavoro sano".Sul tasto della sicurezza e dei controlli sui luoghi di lavoro, batte anche l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Carlo Lusenti. Sul fronte dei controlli, spiega, "negli ultimi anni l’Emilia-Romagna ha superato gli obiettivi nazionali e quelli che noi stessi ci eravamo posti" nella prospettiva di "avere un buon lavoro e un lavoro legale. I controlli – prosegue Lusenti – consentono di ridurre di molto il livello degli infortuni e delle morti sul lavoro". Quanto ai fondi, conclude l’assessore alle Politiche per la salute, "l’Emilia-Romagna è l’unica che spende tutto" quanto arriva per la sicurezza sul lavoro dal bilancio nazionale, "in prevenzione e non lo utilizza, come avviene in altre regioni, per la spesa corrente". Guarda il video con le interviste agli assessori regionali Muzzarelli e Lusenti

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