Influenza suina, nessun caso in Emilia-Romagna


BOLOGNA, 6 MAG. 2009 – "In Emilia-Romagna non ci sono casi di influenza da virus A H1N1. Anche le persone sottoposte ad accertamenti perché presentavano sintomatologia influenzale, al ritorno da zone interessate dall’epidemia, sono risultate estranee all’infezione da virus A, la famiglia di virus a cui appartiene il sottogruppo A H1N1. E, dunque, non è stato necessario inviare i campioni – già analizzati dai laboratori di riferimento regionali (Policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna e Istituto Igiene Università di Parma) – all’Istituto superiore di sanità”.Allerta continua. Lo riferisce il responsabile del Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna Pierluigi Macini, aggiungendo che "considerato l’incremento dei casi a livello internazionale e il progressivo coinvolgimento di diversi Paesi europei, compresa l’Italia, proseguono le attività di sorveglianza e controllo, secondo le indicazioni del Ministero della salute".Nuove indicazioni dalla Regione. Recependo infatti la nota aggiornata del 2 maggio sulla sindrome influenzale e le Ordinanze ministeriali del 4 e 5 maggio, la Regione ha fornito alle Aziende sanitarie nuove indicazioni, con una nota dell’assessore alle politiche per la salute. In via precauzionale, si suggerisce a tutte le persone che rientrano in Italia (e in Emilia-Romagna), dopo una permanenza in Messico, di restare a casa per 7 giorni: tale è il periodo che permette di escludere il contagio da virus influenzale.Per le scuole è un obbligo. Gli studenti (delle primarie e secondarie), i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia e il personale scolastico non sono ammessi alla frequenza delle attività scolastiche per 7 giorni dal rientro. La nota della Regione alle Aziende sanitarie riconferma, con le relative indicazioni e in collegamento con gli Uffici sanitari di frontiera negli aeroporti, tutte le procedure da seguire nell’eventualità di casi sospetti (presenza di criteri clinici, cioè sintomi influenzali, e di criteri epidemiologici, cioè provenienza da zona epidemica), di casi probabili (oltre ai criteri clinici ed epidemiologici, positività a virus influenzale A), di casi confermati (conferma da laboratorio della presenza di virus A H1N1).

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