Influenza suina. In quattro sotto osservazione in Emilia-Romagna


28 APR. 2009 – Mentre l’Organizzazione mondiale della sanità ha deciso di innalzare il livello di guardia relativo al rischio di pandemia da febbre suina, in Emilia-Romagna sono quattro le persone sotto osservazione. Tutte hanno da poco fatto ritorno dal Messico, presentando sintomi influenzali. Una di loro è una modenese di 42 anni, ricoverata al Policlinico di Modena per accertamenti. E’ stata sottoposta ad esami diagnostici per chiarire l’origine del malessere, qualche linea di febbre, che l’ha colta al rientro da un viaggio di lavoro. La donna si trova ricoverata nel reparto malattie infettive, in attesa di ricevere da Parma gli esiti degli esami che arriveranno tra 3 o 4 quattro giorni. Le sue condizioni sono comunque migliorate, tanto che oggi non presenta sintomi influenzali. Potrebbe essere una banale influenza anche quella del trentenne correggese ricoverato a Reggio Emilia. Si saprà stasera in tarda serata o domattina l’esito sul tampone nasofaringeo. Il paziente, nel frattempo, sembra essersi già ripreso. Entrambi negativi risultano anche i risultati dei test sui due bolognesi, madre e figlio, che colpiti da una leggera forma influenzale si sono rivolti al Sant’Orsola. Erano molto spaventati ma sono stati dimessi dopo una giornata di isolamento.L’assessore regionale alla sanità Giovanni Bissoni si sente di poter rassicurare: “Per ora non ci sono elementi che giustifichino allarmi e rendano necessarie precauzioni e anche i quattro casi emiliani non sono in condizioni tali da essere considerati sospetti di infezione”. Il servizio sanitario regionale resta comunque in allerta, pronto ad adottare gli interventi che dovessero rendersi necessari. Inoltre, puntualizza Bissoni “Non è assolutamente pericoloso mangiare carne di maiale”.Dello stesso parere è l’esperto intervistato da Trc-Telemodena, un tecnico di produzione di Unipig, società cooperativa agricola con sede a Castelfranco Emilia. Sono rigorosi i controlli che, da sempre, a prescindere dall’emergenza febbre-suina, vengono effettuati sugli allevamenti nazionali di maiali. La zootecnia "made in Italy" è sempre più orientata alla qualità e alla sicurezza ed ogni singolo capo, sia che si tratti di grandi aziende suinicole o di piccoli allevamenti familiari, è sottoposto ad una severa vigilanza, con regolari certificazioni di idoneità. Le carni suine nazionali, dunque, sono garantite ed un altro elemento di tranquillità viene dal fatto che è assolutamente inconsistente l’import di suini e prodotti della macellazione di maiali provenienti dal Messico.

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