Influenza suina: “Il prosciutto di Parma è sicuro”


PARMA, 26 APR 2009 – Il Consorzio del Prosciutto di Parma rassicura i consumatori di Prosciutto di Parma, "garantendo che sono almeno tre i motivi per cui l’influenza suina non ha nulla a che vedere con il più amato prosciutto italiano. Innanzitutto – precisa il consorzio – l’influenza suina è un virus la cui trasmissione non è mai stata associata al consumo di carne. Secondo, il Prosciutto di Parma è un prodotto a denominazione di origine protetta. Il rigido disciplinare depositato all’Unione Europea obbliga i produttori a utilizzare esclusivamente la migliore carne di suino italiano, e i controlli severi (la tracciabilità della filiera è completa) garantiscono la provenienza italiana della carne. Infine, la lunga stagionatura del Prosciutto di Parma (minimo dodici mesi) – conclude la nota – è in grado di inattivare qualsiasi eventuale agente virale presente nella carne fresca".Intanto è stata attivata presso il ministero del Welfare l’Unità di crisi sull’influenza da suini. Lo ha detto oggi il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio. L’Unità di crisi, già al lavoro, è composta da quattro-cinque esperti e lavora in contatto costante con le autorità sanitarie internazionali per monitorare la situazione. "Ci stiamo preparando da anni, fin dai tempi dell’aviaria, ad affrontare un’eventuale pandemia di influenza", ha detto Fazio precisando che nessun caso e’ fino ad ora stato segnalato in Italia."Al momento – ha proseguito Fazio – non ci sono in Italia né pericoli né rischi". Inoltre, ha proseguito, "abbiamo continui contatti con i Paesi europei per mettere a punto possibili strategie contro una possibile pandemia". Una eventuale pandemia di influenza "é un’emergenza alla quale ci si prepara da tempo", ha aggiunto, e "da tempo l’Italia ha scorte di farmaci antivirali". Oltre all’Unità di crisi, è attiva anche "la sorveglianza attraverso la rete dei medici sentinella", una rete collaudata da anni per la sorveglianza dell’influenza stagionale e che è in grado di dare segnalazioni sia sul virus sia sui sintomi. E’ inoltre in corso presso gli uffici della Sanità marittima e aerea la distribuzione di volantini per i passeggeri in arrivo dalle zone a rischio, dal Messico in particolare. In arrivo fra due o tre giorni anche un numero verde per in passeggeri in arrivo dal Messico, o in partenza. "Stiamo inoltre valutando – ha detto infine Fazio – le iniziative da prendere nel caso in cui si rendesse obbligatoria la vaccinazione. Dalla prossima settimana ci occuperemo di questo". In caso di pandemia, ha precisato, la vaccinazione scatterebbe comunque nelle ultime due (cinque e sei) delle sei fasi di allerta fissate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).L’influenza dei suini continua a tenere alta l’attenzione in tutto il mondo, anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ (Oms), che per oggi non prevede riunioni ne’ comunicati ufficiali, mantiene il livello di allarme pandemico fermo alla fase tre. Sono 81 i morti (20 delle quali attribuite con certezza al virus dei suioni A/H1N1) e 1.324 sospetti in Messico, dove il governo ha messo in atto provvedimenti speciali per isolare i casi confermati e sospetti. Otto casi, di lieve intensita’, sono stati accertati negli Stati Uniti (California e Texas) e due nuovi casi nel Kansas.A questi casi si aggiungono otto probabili a New York e dieci in Nuova Zelanda. In Europa non si registrano casi, hanno dichiarato i Centri Europei per il Controllo sulle Malattie (Ecdc), ma la sorveglianza si intensifica ovunque. In Italia un uomo proveniente dal Messico con i sintomi dell’influenza e’ risultato negativo dopo gli esami eseguiti nell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma. In Gran Bretagna si sta esaminando il caso di uno stewart proveniente dal Messico. Altri due casi sospetti, anche questi provenienti dal Messico, sono sotto osservazione in Francia, tre in Spagna e uno in Israele. Nel frattempo l’Oms ha reso pubblica la sequenza genetica del virus e ha distribuito le indicazioni per analizzarla ai laboratori di tutto il mondo. Esperti dei Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Ecdc) stanno lavorando a stretto contatto sua con le autorita’ sanitarie degli Stati americani colpiti dal virus, sia con le autorita’ sanitarie messicane. Gli esperti continuano a ribadire che il virus si diffondersi da uomo a uomo in modo simile a quello degli altri virus dell’influenza stagionale e che mangiare carne di maiale non e’ rischioso. (ANSA)

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